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San Bevignate, il mega collegio Adisu riprende piede. L'allarme: "Il mostro si è svegliato"

A breve, potremmo vedere ruspe e betoniere in azione. Ancora una volta, in spregio all’ambiente e al buon senso

Attenti: il Mostro si è risvegliato! Il luogo in cui doveva sorgere lo studentato di San Bevignate è ritornato ad essere una selva: rovi, erbe alte, nessuna traccia degli sterri e delle prime opere, provvidenzialmente interrotte dalla diffusa protesta ambientalista, a tutela di un territorio prezioso, gravido di storia e di identità. 

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La chiesa templare, il sentiero delle lavandaie, la prossimità col cimitero monumentale, la vicina villa dell’Alessi: andrebbero classificati tra le gemme più preziose del patrimonio storico, antiquario, identitario, naturalistico della Vetusta. 

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Ma c’è chi lancia l’allarme: il Comitato direttivo di Italia Nostra che scrive: “Il mostro si è risvegliato!”. Si dice: “Le sentenze del T.A.R. di aprile 2016 che accoglievano i ricorsi dell’ADISU contro i dinieghi della Soprintendenza, incomprensibilmente non sono state appellate e sono diventate esecutive. Ora, a novembre 2017, si è aggiunta un’altra sentenza nella stessa direzione…”.

L’allarme è, dunque, giustificato, mentre sempre più ingiustificate sono le ragioni che indussero ad approvare quello scempio. “Se a poco serviva allora, oggi è ancora più inutile”, dice Italia Nostra. La popolazione studentesca è infatti calata, col risultato che gli studentati sono inutilizzati o dati in appalto. Tra poco sarà pronto lo studentato nella Nuova Monteluce, le camere di via Zeffirino Faina e quelle di via Innamorati sono in parte inutilizzate, via Elce di Sotto è in appalto. Insomma: cementificare, perché?

In forza di varie sentenze, dice Italia Nostra “la ditta che attende l’appalto si avvicina a realizzare davvero lo studentato davanti alla duecentesca chiesa templare di San Bevignate, malgrado tutti i perugini fossero sicuri che ormai la vicenda fosse chiusa”. Insomma: il famigerato verbo “cantierare”.

A breve, potremmo vedere ruspe e betoniere in azione. Ancora una volta, in spregio all’ambiente e al buon senso. Insomma: il paesaggio chi lo difende? È proprio necessario divorarlo? È più bello un edificio inutile o il verde? Siamo ormai prossimi all’inquinamento ambientale che si sovrappone a quello delle coscienze, dicono i difensori del territorio. Per questo il Direttivo di Italia Nostra si appella alla parte migliore della città, a quanti si sono comportati (o atteggiati?) da paladini difensori del territorio, perché si diano una mossa. Come andrà a finire? Se non riparte la protesta, la frittata è servita.

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