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Giorgio Pirilli (a sin) con l'amico Gianni Caponi

Giorgio Pirilli (a sin) con l'amico Gianni Caponi

Perugia in lutto, il Borgo Bello piange la morte dell'amatissimo Giorgio Pirilli

Ogni angolo del rione  di Porta San Pietro porta traccia della sua presenza. Giorgio si prestava, anche gratuitamente, per fare bello il suo borgo

Il Borgo Bello piange la scomparsa del suo Giorgio Pirilli, personaggio conosciuto e amatissimo. Elettricista di vaglia, Giorgio ha operato con professionalità e dedizione presso negozi, famiglie, luoghi pubblici. Ce ne parla Gianni Caponi, storico falegname del Borgo (con Giorgio nella foto in pagina, gentilmente fornita dall’amico barista della porta accanto), che chiese a Giorgio di realizzare l’impianto per la sua Bottega del Riuso e annesso museo. Ogni angolo del rione  di Porta San Pietro porta traccia della sua presenza. Giorgio si prestava, anche gratuitamente, per fare bello il suo borgo.

Era coraggioso fino alla temerarietà, amava le “mission impossible”. Come quando salì sul campanile di San Domenico, vi fissò un palo di 6 metri sul quale piazzò un enorme tricolore nella ricorrenza dei 150 anni dall’unità nazionale. In quell’occasione mi chiamò perché voleva che quell’impresa fosse immortalata. Altrettanto fece quando realizzò l’illuminazione del pozzo in piazza Giordano Bruno. Amava lavorare per la sua Perugia e rifece l’impianto elettrico della scala mobile della Rocca Paolina, come pure quello che illuminava il presepe vivente di San Domenico.

La “notte bianca” prevista per stasera potrebbe saltare, anche se c’è chi – come Mario Mirabassi, deus ex machina del Tieffeu – sostiene: “Sarebbe un peccato, perché Giorgio avrebbe certamente voluto che si facesse!”. Gli fa eco un  operatore economico della zona che sottolinea: “Sarebbe bello, in apertura, fare un ricordo di Giorgio e invitare a divertirsi in memoria della sua grande umanità”.

I funerali oggi pomeriggio alle 15:30 nella basilica del “suo” San Domenico. Sarà una cerimonia molto intensa cui presenzieranno anche dei rappresentanti dell’amministrazione civica. Lando Frattegiani – universalmente noto come “Lollone” – promette: “Farò aprire il portone grande, metterò ai lati due bandiere nazionali col picchetto d’onore e chiamerò Giorgio per nome all’uscita del feretro. Gli amici risponderanno ‘presente’, secondo tradizione”. Al di là delle connotazioni ideologiche, l’associazione “Borgo Bello” di Orfeo Ambrosi ha  piazzato in  piazza Giordano Bruno un enorme totem col nome di Giorgio. Che ci ha lasciato a soli 56  anni. Troppo pochi.

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