Cronaca

L'INTERVENTO Fabietti spiega la convenienza del collegamento Pian di Massiano-Ponte Rio-Ponte Felcino tramite due tunnel

La risposta all'urbanista Monella che sempre dalle nostre pagine virtuali ha definito sbagliato e assurdo il progetto

Riceviamo e pubblichiamo l'interessante studio di Pier Giorgio Fabietti,  cittadino della zona Cortonese-Madonna Alta, che contrariamente al nostro urbanista Monella vede favorevolmente la realizzazione di un collegamento Pian di Massiano-Ponte Rio-Ponte Felcino. Buona lettura.

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di Pier Giorgio Fabietti

Ho letto con attenzione l’articolo “L’OPINIONE di Monella: ‘Quei due tunnel sotto il Bulagaio e Monte Morcino sono un delirio’”. Non condividendo la parola “delirio” e le considerazioni e motivazioni argomentate dall’architetto, mi sento in dovere di evidenziare gli aspetti positivi di un collegamento Ponte Felcino-Ponte Rio- Pian di Massiano. Non conoscendo i particolari del percorso e gli aspetti tecnici del progetto, mi limiterò a mettere in evidenza solo la validità confutando l’affermazione di Monella riportata nel vostro articolo “Perché questo progetto è inutile, dannoso, troppo costoso ed antiquato”.

L'OPINIONE Monella: "Quei due tunnel sotto il Bulagaio e Monte Morcino sono un ‘delirio’"

Di seguito elencherò i diversi punti di vista e le motivazioni che farebbero traghettare il progetto: Da “Inutile” a “Utile”:
- Permetterebbe ai mezzi provenienti da Nord in direzione Pian di Massiano e in direzione opposta di accorciare il tragitto di ben 12 Km. (dagli attuali Km.19 passando per lo svincolo di Ponte San Giovanni a Km.7 e a Km.3 per gli abitanti della zona Ponte Rio-Montelaguardia) ciò faciliterebbe l’accesso allo stadio, alle stazioni FS e del Mini Metrò e quindi al Centro Storico, ma contestualmente valorizzerebbe gli investimenti già fatti.
- Ridurrebbe le lunghe file che ogni mattina si creano sulla salita del Bulagaio alleggerendo così la circolazione cittadina.
- Alleggerirebbe il traffico delle auto sulla E45 senza peraltro collassare la nuova viabilità che si aggiungerebbe a quella già esistente, naturalmente inibendo su tale percorso la circolazione ai mezzi pesanti.
- Doterebbe la città di una viabilità ad anello presente in quasi tutte le città. Anulare indispensabile per garantire una via alternativa ad eventuali collassi stradali causati da incidenti, lavori in corso e da eventi calamitosi.
- Garantirebbe un percorso alternativo e in alcuni casi più veloce alle autombulanze che a volte rimangono intrappolate nelle varie gallerie che portano al nostro Ospedale Regionale.

Da “Dannoso” a “Benefico”:
- Riducendo il percorso di Km.12 (Km da 19 a Km.7), molteplici sarebbero i benefici: riduzione dei tempi di percorrenza (a vantaggio della produttività), dei consumi, dell’usura delle auto e quindi delle emissioni di CO2, senza prendere in considerazione i tempi e i consumi per le lunghe file che si creano giornalmente allo svincolo di Ponte San Giovanni”.

Da “Costoso” a “Economico”:
- Il risparmio di carburante, usura auto e minori tempi di percorrenza da parte dei cittadini compenserebbe in tempi brevi l’investimento. Questi benefici ricadrebbero anche a favore della Pubblica Amministrazione che potrebbe ottimizzare e riorganizzare i servizi pubblici (ammortizzando così in pochi anni l’investimento iniziale).
- Il collegamento Pierantonio-Taverne di Corciano non risolverebbe gli attuali problemi di Circolazione Urbana e lo vedrei come una sinergia e non come una alternativa al suddetto progetto. 

Da “Antiquato” a “Attuale”:
- Non ostacolerebbe progetti innovativi ed ecologici.
- Per la riduzione dei consumi di carburante, pneumatici e usure varie la sua realizzazione avrebbe anche un aspetto ecologico.
- Necessario e attuale perché creerebbe una circolazione ad anello unendo in modo ottimizzato le varie frazioni della nostra città.

Ricordo che tale collegamento, già previsto nel precedente Piano Regolatore (in vigore dal 1980 al 1998) è stato rimosso in quello vigente che previlegiando una espansione della città verso Sud ha spostato il baricentro della Città verso San Sisto, interferendo negativamente su uno sviluppo omogeneo della nostra città. Questo spostamento di baricentro, a mio avviso, ha emarginato il Centro Storico e la limitrofa zona nord relegandoli, per una assenza anche di investimenti, al ruolo di una periferia in degrado. Pertanto un investimento in tale opera, per le motivazioni sopra esposte, non solo è utile, benefico, economico e attuale ma anche urgente. Potrebbe inoltre rivalorizzare il Centro Storico e promuovere il
fisiologico e naturale sviluppo dell’Area Nord della Città.
 

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