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Perugia passa il test della qualità dell'aria. Ma l'obiettivo è migliorare

I dati parlano chiaro la qualità dell'aria a Perugia è migliore che in altre città, ma l'Amministrazione intende migliorare. Da qui la volontà di dar vita a un progetto dal nome PMetro per monitorare costantemente gli agenti inquinanti presenti nell'aria

Unico scopo, migliorare la qualità dell’aria che poi, diciamolo pure, a Perugia non è così pessima come in altre città. Il capoluogo umbro ha infatti superato solo 12 volte su 35 i parametri fissati dalla legge. Ma è il progetto PMetro che vuole oltrepassare le aspettativa con un’iniziativa che pretende per i suoi cittadini una qualità dell’aria a dir poco ottima, anche se secondo i dati raccolti alcune zone della città hanno un livello di inquinamento particolarmente basso, divenendo così dei veri e propri luoghi idilliacidove poter vivere.

Un progetto presentato oggi, 12 dicembre, dove è stato chiarito anche il funzionamento delle strumentazioni per la rilevazione dei diversi agenti inquinanti, installate sul tetto di una navetta del Minimetrò che forniscono, ogni sei secondi, i dati sulla situazione che va Pian da Massiano fino al Pincetto. A fare il proprio lavoro anche le centraline dei Monti Martani, che danno i valori di fondo, come sentinelle per l’arrivo delle polveri sahariane. Informazioni che hanno come scopo quello di effettuare una programmazione mirata, come ad esempio sul lavaggio delle strade che se, fatto nel momento sbagliato, fa aumentare vistosamente la concentrazione del PM10.

Ma venendo al concreto si scopre che Perugia ha un andamento del traffico tendenzialmente costante. La mattina presto l’intensificarsi del traffico si combina con le condizioni meteorologiche determinando il maggior picco di inquinamento. La situazione migliora nelle ore centrali, motivo per cui la chiusura del traffico in quelle ore potrebbe essere un provvedimento inutile. Così come la domenica, e ancora il lunedì e in parte il martedì, perdurano i benefici del dimezzamento del traffico durante il giorno festivo, con un abbattimento delle polveri fino al 20%.  

Ma a un anno dall’installazione della strumentazione, grazie anche all’enorme mole di informazioni raccolte, sono l’assessore alla Mobilità, Roberto Ciccone, il direttore tecnico di Arpa Umbria, Giancarlo Marchetti, e il professor David Cappelletti dell’Università degli Studi di Perugia, a voler fare il punto sull’innovativo progetto PMetro. “Grazie ai dati raccolti si aprono nuovi scenari”, esordisce l’assessore Ciccone, poiché “questo metodo ci consente di essere un punto di riferimento sopranazionale”.

Entra invece nello specifico  il direttore tecnico dell’Arpa, Giancarlo Marchetti, “la formazione delle polveri e la loro dispersione è un fenomeno complesso. Da qui l’importanza della ricerca di caratterizzazione delle polveri sottili, che possono variare a seconda degli eventi meteorologici: mancanza di vento e aria fredda spinta verso il basso, per esempio, impediscono alle emissioni di disperdersi nell’atmosfera.  Nessun’altra tecnologia finora offre l’opportunità di realizzare un monitoraggio in continuo, se non questa”.

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