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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Perugia, lasciano una garza nell'addome del paziente: condannati due chirurghi

La Corte dei conti ha stabilito la sussistenza del danno erariale e il risarcimento a favore dell'Azienda ospedaliera

Garza lasciata nella pancia del paziente, medici condannati a risarcire l’Azienda ospedaliera. Due medici, difesi dall’avvocato Nicola Di Mario, sono stati condannati dalla Corte dei conti a risarcire l’Azienda ospedaliera dopo che l’ente ha dovuto risarcire un paziente, tramite l’assicurazione per 15mila euro, per un errore in sala operatoria.

Al paziente era stata diagnosticata una colecistite acuta che aveva richiesto un intervento di laparatomia esplorativa. Nonostante l’intervento fosse riuscito, il paziente continuava a sentire dolore all’addome e gli accertamenti medici aveva portato a un altro intervento per una pseudocisti al pancreas. Anche dopo questa operazione, però, il paziente continuava a lamentare dolori. Alla fine ulteriori esami rivelavano la presenza di una garza nell’addome, con nuovo intervento per rimuovere il corpo estraneo.

L’errore medico portava al risarcimento, attraverso una transazione, per 15mila euro, pagati dall’Azienda ospedaliera di Perugia.

Secondo la Procura contabile ci si troverebbe di fronte a un caso di danno erariale provocato dal primo e dal secondo operatore dell’intervento chirurgico “ai quali viene contestato di aver lasciato, durante l’intervento, nell’addome del paziente, materiale sanitario che sarebbe stato certamente rimosso, ove fosse avvenuto il regolare conteggio delle garze, sia durante, che dopo la conclusione dell’operazione”.

Secondo i giudici contabili la richiesta di condanna della Procura va accolta, ma rideterminando l’importo a carico dei due medici. L’intervento, per i giudici, “non rivestiva caratteri di particolare complessità o difficoltà tecnica, richiedendo, al contrario, solo l’esercizio della normale accortezza e diligenza”, mentre “la dimenticanza di strumenti di sala operatoria o di presidi all'interno dell'addome di un paziente rivela una macroscopica violazione di elementari regole comportamentali, che gli operatori sanitari sono tenuti a rispettare”.

Dagli atti “risulta provata la colpa grave di entrambi i convenuti, sotto forma di inescusabile negligenza ed imprudenza, in quanto la mancata rimozione del corpo estraneo è un errore assolutamente non giustificabile, per la sua grossolanità”. Per i giudici, però, l’errore è imputabile a tutta l’equipe e, quindi, la responsabilità erariale dei due chirurghi è fissata in 5mila euro l’uno.

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