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IL BLOG DI PARLAVECCHIO Dopo aver visto quel bacio "fake" tra Romizi e Salvini mi sono chiesto: 'E se lo avessero fatto a me?'

La campagna elettorale è lo strumento più nobile per divulgare le proprie proposte, giuste o sbagliate che siano, e farle conoscere alla cittadinanza, nel rispetto delle idee del proprio avversario politico. Quando si utilizza l’esposizione finalizzata al consenso per offendere o deridere o disprezzare un avversario politico si vuole intorbidire il clima, magari utilizzando immagini neppure proprie ma da altri costruite ad arte, allo scopo di provocare e far parlare. Il cartellone gigante 6x3 che raffigura un bacio tra il sindaco Romizi e il Ministro Salvini utilizza un’immagine costruita appositamente per dare una percezione distorta della realtà. In questo caso trattasi di una provocazione legittima ma sicuramente di dubbio gusto.

La prima cosa che ho pensato è stata: "E se l’avessero fatto a me?" Sicuramente mi sarei fatto quattro risate. Poi ho pensato che, come Romizi, ho una figlia piccola che ancora non possiede gli strumenti per comprendere la realtà e sarebbe potuta rimanere scioccata dall’immagine del padre che bacia una persona diversa dalla madre, uomo o donna che sia.

Si realizza così un distacco neppure troppo velato dall’oggetto vero del contendere: le elezioni amministrative, dove il vero obiettivo è il progetto per la città e non le scelte ideologiche, da sempre appannaggio delle elezioni politiche o europee. A Romizi non rimane altro che rispondere con un manifesto dedicato al presidente dell’Omphalos, in cui è ritratto mentre bacia una donna e accompagnato dalla scritta: “Chiunque può cambiare idea”. O in alternativa decidere di rimanere in silenzio impartendo una lezione di stile, evitando di offendere la sensibilità altrui e quella dei propri cari

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