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Anno Accademico Onaosi, Il presidente: "Si va verso lo stralcio della norma, l'ente è salvo"

Aperto l'anno accademico dell'Onaosi il cui destino, dopo tanto parlare, resta legato come strutture e come direzioni al capoluogo umbro. La relazione introduttiva è spettata al padrone di casa il Presidente Zucchelli ha aperto l’evento dove ha ripercorso gli eventi più importanti verificatosi nell'ultimo anno. Fra questi le elezioni per il rinnovo della governance verificatesi a metà del 2016 che hanno confermato la regolarità della vita democratica dell'Ente che, dal 2007, è contendibile dai suoi contribuenti. 

In merito alla pericolosa vicenda ancora in corso del progetto di DDL per il riordino delle Fondazioni prevido - assistenziali privatizzate che prevede la soppressione dell'Ente, il Presidente ha descritto con soddisfazione l’opposizione corale di istituzioni e parlamentari locali e nazionali, ordini professionali e sindacati che stanno producendo la decisione di stralciare dal testo il comma incriminato. Poi è passato poi ad enumerare i motivi profondi di contenuto e di metodo che fanno dell’ ONAOSI un esempio moderno ed attualissimo, se pure più che centenario, di welfare categoriale, senza oneri per lo Stato.

La Fondazione svolge una funzione utile non solo per le molteplici prestazioni di sostegno al reddito che eroga - oggi sono più di 4000 le famiglie seguite con denaro, ospitalità dei giovani in strutture e assistenza sociale - ma anche per quello che esprime sul piano metodologico in campo sociale e civile. "La Fondazione - ha concluso il presidente - è uno strumento che aggrega gli individui, esempio concreto di solidarietà e comunità in cui si condivide, si cresce, si rispettano le regole, si costruisce il futuro delle giovani generazioni. L’ONAOSI si oppone alle forze disgregatrici del contesto sociale che, nate dalla crisi economica e valoriale mondiale ed europea, in particolare, stanno lacerando il tessuto civile e sociale del Paese, rigettandolo in tempi passati densi di pericoli gravi che si pensava fossero superati per sempre".

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