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Giovedì, 29 Settembre 2022
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INVIATO CITTADINO Vigilesse aggredite, parla Luca Merli

Chiamatelo pure "sceriffo", lui ci sta

“Il processo per direttissima al massacratore delle due vigilesse ha fornito un esito soddisfacente”, commenta l’assessore “sceriffo”. Termine che Luca Merli accetta con orgoglio. Perché sta dalla parte dei cittadini e di quanti subiscono violenze. Sceriffo senza stella di latta, ma consapevole del dovere di difendere i cittadini da aggressioni violente e immotivate.

Dice: “Oggi, per direttissima, l’autore dell’aggressione alle nostre Agenti di Polizia Locale ha ricevuto la giusta misura della custodia cautelare in carcere”.

Disposta dal giudice in attesa del processo, data l’estrema pericolosità dell’individuo.

Vi resterà per sei mesi. Dopo di che, verrà preso in carico da un’Istituzione dedicata. Già perché quello straniero è, o finge di essere, matto spaccato.

Ci fa o ci è? Questo pare, per adesso, impossibile stabilire.

“Oltre al carcere, in caso di revoca, estinzione o cessazione della misura, il Giudice ha emesso il nulla osta all’espulsione dal territorio nazionale. Questa è la strada giusta!”, commenta Merli.

“C’è d’altronde da sottolineare che le due vigilesse con esperienza decennale (hanno subito l’aggressione uscendo dagli uffici della polizia locale di via del Macello) sono donne esercitate all’autodifesa. Purtroppo però avevano, come si dice, le mani impicciate: computer, fascicoli e faldoni, dato che stavano recandosi in procura. Comunque, se al loro posto ci fossero state delle colleghe meno esperte, quell’energumeno le avrebbe ammazzate”.

La testimonianza in tribunale – riferiscono – è stata dignitosa, ma altamente drammatica. Viso tumefatto, tutore alla spala, ematoma alla bocca e alla fronte.

Per la violenza con cui aveva colpito le due donne, colui che si è autodefinito “il Profeta” ha le nocche delle mani segnate. Il delirante aggressore, da otto anni in Italia, voleva una casa. Ma da chi? Da due vigilesse? E perché le avrebbe aggredite? Perché avevano detto che non c’era il collega cercato dall’aggressore. Roba da matti. Anche peggio.

Da evidenziare la giusta risposta della legge. Dura lex per condurre alla ragionevole conclusione: chi delinque sappia che la risposta della società è pronta e proporzionata.

Da qui dovrebbero cessare anche le polemiche, sorte a seguito della posizione di Merli, favorevole all’utilizzo del taser. Il fatto è che l’Assessore alla sicurezza conosce i componenti della Polizia Municipale uno per uno. Tiene alla loro efficienza e integrità. È personalmente provato dalla brutta avventura toccata a quelle ragazze.

Se le vittime avessero utilizzato il taser, l’aggressore sarebbe stato bloccato e le due vigilesse oggi non porterebbero i segni della crudele aggressione. Taser: non è questione di ideologia, ma di sicurezza.

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