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Via Torelli, Bologna, Roma, New York… Venezia. Le peregrinazioni (artistiche) di un talento perugino

L’Inviato cittadino lo aveva facilmente profetizzato… quando lo ebbe in classe appena dodicenne: quel ragazzo è una bomba

Via Torelli, Bologna, Roma, New York… Venezia. Le peregrinazioni (artistiche) di un talento grifagno. Parliamo dell’attore perugino Jacopo Costantini a Venezia. L’Inviato cittadino lo aveva facilmente profetizzato… quando lo ebbe in classe appena dodicenne: quel ragazzo è una bomba.

Il primo del tris d’assi che apre il Festival di Venezia. L'attore Jacopo Costantini, insieme a Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale) e Matteo Gatta nel film di apertura delle Giornate degli Autori alla 77.ma edizione della Mostra del Cinema.

Jacopo ha svolto un percorso formativo accurato e paziente, a teatro (fra i giovani attori dello Stabile perugino e poi in tutta Italia) e, successivamente, anche al cinema. Ha calcato le scene in ruoli plautini, reggendo l’urto del pubblico più difficile: quello delle classi casinare e distratte. Lo vidi una volta al Pavone incantare in una storia plautina di equivoci e agnizioni.

La prima esperienza di rilievo era stata (nel 2018) “Te lo dico pianissimo” di Pasquale Marrazzo, un regista molto importante con cui aveva stabilito un sodalizio artistico e umano.

Ma la sua storia compare già nelle pagine di Perugia Today edizione odierna. Mi asterrò dunque dal tirarla per le lunghe.

Per essere a Venezia, Jacopo tornerà dagli Stati Uniti dove lo ha portato l’amore per la sua compagna, un’artista orientale bella e bravissima.

Il 3 settembre Jacopo sarà al Lido per l'anteprima ufficiale di “Est. (Dittatura last minute)”, opera seconda di Antonio Pisu.

Non un film in concorso, ma opera d’apertura della Sezione non competitiva “Notti Veneziane – L’Isola degli Autori” alla selezione delle Giornate degli Autori che si terranno dal 2 al 12 Settembre 2020.

Si tratta di un road-movie ambientato alla vigilia della caduta del muro di Berlino, tratto da una storia vera, e girato tra il cesenate e la Romania.

Il plot del film richiama il periodo di poco successivo alla caduta del Muro di Berlino. Pago, Rice e Bibi (Jacopo Costantini), tre ragazzi di ventiquattro anni, lasciano la tranquilla cittadina di Cesena in cerca di avventura: dieci giorni di vacanza nell’Europa dell’Est, luoghi in cui è ancora presente, e dominante, il regime sovietico.

Giunti a Budapest, si troveranno coinvolti in situazioni che metteranno alla prova le loro risorse di umanità. Un piacevole incrocio tra storia e fiction che propone anche uno spaccato delle ultime fasi della dittatura di Ceausescu.

Auguri al nostro attore perugino, talentuoso e modesto. Ricordando gli anni di formazione alla Leonardo da Vinci dell’Elce. Un ragazzo che è venuto bene… malgrado i professori.

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