Martedì, 21 Settembre 2021
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Piscina Pellini, c’era una volta (e c’è ancora) il Trittico dell’Entropia, capolavoro di Franco Venanti

Oggi non si vede quasi più. Urge spostarlo

Piscina Pellini, c’era una volta (e c’è ancora) il Trittico dell’Entropia, capolavoro di Franco Venanti. Oggi non si vede quasi più. Urge spostarlo.

Era in carica il sindaco Renato Locchi, quando il Comune di Perugia volle conferire un artistico valore aggiunto alla piscina comunale del Pellini. Un luogo vocato allo sport, ma anche indissolubilmente legato alla storia e all’identità grifagna della Vetusta. Se è vero che – mi piace ricordarlo agli innamorati della città – durante gli scavi per la realizzazione del palasport di via Pellini, in zona Piaggia Colombata, vennero alla luce importanti reperti d’età etrusca, come il celebrato Alfabetario del Pellini. Si tratta del fondo fittile di un piatto sul quale furono incise delle lettere, forse ad uso e consumo di un apprendista scolaro.

Dunque, in questo contesto storico-culturale radicato nell’antico, ci stava proprio bene un esemplare di contemporaneità.

Fu facile pensare al massimo esponente della neofigurazione, il pictor optimus Franco Venanti, che il Comune volle omaggiare anche dell’iscrizione all’Albo d’Oro dei cittadini illustri.

Venanti aveva realizzato un trittico che avrebbe inaugurato la stagione dell’entropia. Si tratta di tre tele che effigiano una congerie di oggetti e personaggi, un bric-à-brac di materiali rotanti in un vortice, che volle essere metafora della confusione consumistica, come critica di tipo sociologico, ma anche evocazione del principio dell’entropia, ancora ignoto ai più.

L’inaugurazione avvenne una domenica mattina con grande spolvero e afflusso di cittadini. Ricordo che vicino a me stava l’attrice-cantante-performer Floriana La Rocca, fresca socia del Circolo Bonazzi di Franco Venanti. Fu una conoscenza foriera di stima e amicizia. Insieme a Floriana ammirammo quell’opera che unisce forma e concettualità, in ardita e riuscita sintesi.

Dopo qualche tempo, però, causa lo spostamento del bar, quell’opera è oggi quasi nascosta. Sono in tanti, e l’Inviato Cittadino fra questi, a reclamare a gran voce lo spostamento di quel capolavoro. Per renderlo completamente visibile ai frequentatori di quella struttura.

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