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Università per Stranieri, la rettrice Grego Bolli: "Una manina anonima ha voluto minare la nostra credibilità"

Per la nuova dirigenza le questioni "studenti cinesi", il calo di iscrizioni e il buco nel bilancio sono frutto dell'inattività della gestione precedente

“La ricostruzione giornalistica delle vicende dell’Università per Stranieri di Perugia non corrisponde al vero ed è frutto di una narrazione distorta”. Esordisce così la rettrice Giuliana Grego Bolli nella conferenza stampa voluta per controbattere a quanto scritto “su stampa locale e nazionale”.

Per la rettrice gli articoli sono frutto di una mail anonima, “di un troll”, che ha voluto screditare l’Università, anzi si tratta di “un grave attacco all’ateneo, alla sua credibilità e a tutti quelli che vi lavorano”.

“Un attacco all’istituzione, al territorio, alla città e alla regione – ha proseguito Grego Bolli – L’università è una risorsa, dà prestigio alla città. Le notizie di stampa ribaltano la realtà e la cronologia dei fatti, con un lavoro livoroso e pasticciato che rovescia sull’attuale dirigenza le questioni lasciate aperte dalla precedente gestione”.

E la rettrice, coadiuvata da Simone Olivieri, direttore generale dell’ateneo, spiega che gli ammanchi relativi al corsi di lingua e cultura italiana riservati agli studenti cinesi, sono stati portati all’attenzione della Procura e della Corte dei conti proprio dall’attuale dirigenza, ma sono ascrivibili “ad irregolarità commesse negli anni precedenti”.

UNIVERSITA' PER STRANIERI: LA RICETTA PER IL RILANCIO

Sul bilancio dell’ente pesa una scontistica applicata alle iscrizioni degli studenti cinesi che sfiora il 40%, ma di cui nessuno sapeva nulla, sottoscritta tra l’ateneo e una società che portava gli studenti in Italia. Le indagini della Procura, però, al momento non hanno toccato i responsabili della società di intermediazione cinese, quindi eventuali ammanchi rimangono in carico al personale dell’ateneo che ha svolto le pratiche in questione. Le azioni disciplinari stanno, infatti, procedendo sia nei confronti dei dipendenti sia di quelli andati in pensione.

Sulla disparità tra studenti immatricolati e pagamenti, inoltre, pesa una certa confusione burocratica e amministrativa in quanto risultano dei pagamenti cumulativi che scombinano i conti.

Tali crediti, insieme con altri, inoltre, sono stati di fatto considerati di difficile riscossione e svalutati al 100% al fine di scorporarli dal bilancio (che così risulta in buono stato), “crediti sconosciuti e di difficile riscossione – ha detto Olivieri – ai quali non rinunciamo mettendo in atto tutte le azioni per il recupero, ma che abbiamo dovuto per ragioni contabili dichiarare non riscuotibili”.

IL VIDEO - INTERVISTA ALLA RETTRICE GREGO BOLLI: "ABBIAMO DENUNCIATO TUTTO NOI"

Quanto “all’asserito esodo di studenti cinesi verso Siena” i numeri dicono altro, e cioè che “risultano sovrapponibili a quelli dell’anno precedente e ciò in ragione dell’attività di risanamento messa in atto dall’ateneo”. Se proprio si deve parlare di calo degli iscritti, bisogna tornare al 2010, quindi in tempi in cui l’attuale dirigenza non aveva voce.

I bandi per i nuovi professori costituiscono un percorso obbligato visto che “tra il 2021 e il 2025 ben cinque docenti ordinari andranno in quiescenza sui 9 attuali” e i bandi riguardano “settori strategici dell’università”.

Ultima nota riguarda l’indagine per assenteismo e l’ispezione della Guardia di finanza: “Non c’è alcun fenomeno di assenteismo in ateneo, si è trattato di un’ispezione, un controllo a campione che ha mostrato l’abnegazione e l’attaccamento al lavoro di tutto il personale dell’ateneo” ha concluso il direttore Olivieri.

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