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Trasimeno, allarme troppi Cormorani: danni ambientali e parassiti nelle feci che finiscono nei pesci

Confronto tra Federcaccia e cooperativa Pescatori del Trasimeno sulla "eccessiva" e "dannosa" presenza di questa specie protetta nelle acque e lungo le sponde del lago

Allarme cormorani al Trasimeno e i cacciatori umbri si schierano al fianco dei pescatori e delle comunità del lago. Dell'eccessiva e anomala presenza di questi uccelli nelle acque e lungo le sponde del Trasimeno hanno discusso nei giorni scorsi i vertici di Federcaccia Umbra (nelle persone del presidente Simone Petturiti, del segretario regionale Giampiero Morosi e dello stesso Terrosi) e quelli della cooperativa Pescatori del Trasimeno (Valter Sembolini  e Ivo Bianconi, rispettivamente amministratore delegato e vicepresidente della cooperativa Pescatori del Trasimeno - nata nel 1928 - e presidente della cooperativa Pescatori Stella del Lago, con oltre 72 anni di attività).

La specie, come noto, appartiene all’avifauna acquatica ed è protetta dalla direttiva uccelli dell’Unione europea e da leggi e regolamenti italiani, che la rendono soggetta a “speciali misure di conservazione”. La caccia al cormorano risulta, per legge, “sempre vietata”.  Ciò premesso, "le centinaia di cormorani che vivono nel Trasimeno - spiega Federcaccia in una nota -, oltre a nutrirsi di notevoli quantità di pesce provocano con le loro deiezioni deturpamento ambientale delle acque e delle coste. Di notte si riuniscono a decine e anche a centinaia sugli alberi che costeggiano il lago, lasciando come ricordo una crosta biancastra, come si evince dall'immagine scattata all'Isola Minore".

Non solo, perché "il più grave problema che determinano questi escrementi - spiega ancora Federcaccia - è il proliferare dell'eustrongylides, parassita dall'aspetto vermiforme e rossastro che si deposita sui fondali del lago, entrando nel ciclo vitale dei pesci. Questo parassita penetra nella muscolatura del pesce e cresce all’interno, fino a raggiungere i 4-5 centimetri di lunghezza, formando ad una sua estremità una piccola bolla piena di pus. Oltre a costituire un problema sanitario, il disagio è ovviamente anche di carattere commerciale nonché di ristorazione, incidendo inoltre sulla pesca sportiva in tutta l’area del Trasimeno". 

I presidenti delle due cooperative hanno illustrato, in maniera accalorata quanto precisa, tutti i problemi nei quali incorrono le loro attività economiche, che contano decine di addetti, riepilogando anche gli atti già prodotti verso le amministrazioni per cercare una soluzione al problema. A tal proposito hanno già coinvolto con progetti a medio termine la Commissione europea, la commissione nazionale dell’ambiente, gli assessori regionali Morroni e Coletto e la Asl 1. Il presidente Petturiti, già a conoscenza del problema presente in altri specchi d'acqua già ampiamente depredati dai cormorani, ha mostrando interesse e garantito sostegno e collaborazione da parte di Federcaccia, per cercare una soluzione nelle comunità rurali del lago e per l'intera regione.

“Pur essendo molto limitati dal divieto di caccia presente in molte aree lacustri - ha spiegato Petturiti, presidente di Federcaccia Umbria - daremo lo stesso impegno per questa come per altre problematiche provocate da specie invasive in aumento incontrollato, auspicando che tutte le parti in causa spingano, ognuna in base alle proprie competenze, per far sì che il Trasimeno ritorni al suo splendido aspetto ricco di tradizioni”. 

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