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Giovedì, 29 Settembre 2022
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Riaprire al più presto il belvedere del Mercato Coperto e attivare il bar come luogo di aggregazione socio-culturale

Riaprire al più presto il belvedere del Mercato Coperto e attivare il bar come luogo di aggregazione socio-culturale. Dicono i cittadini al Comune: cambiare quel bando, ormai annullato per recessione dei precedenti interessati.

Questa la richiesta che emerge come concreta proposta di tanti perugini. La motivazione è presto detta. Quel luogo ha una vista strepitosa: verso Assisi, a perdita d’occhio, e il più vicino Parco di Santa Margherita, la sottostante via XIV Settembre (antico Campo Battaglia dove si svolgeva la litomachia)...

Un panorama che definire “mozzafiato” non è un’iperbole.

Si aggiungano, al pregio estetico-storico-naturalistico, le utilizzazioni pregresse. C’è chi ricorda le feste danzanti del secondo dopoguerra (foto). Chi – come l’Inviato Cittadino – rammenta il bar con juke box degli anni Sessanta/Settanta, da lui frequentato da ragazzo. Oltre agli eventi degli anni Novanta, con presentazioni e incontri open air. Le foto in gallery dànno conto della storia del luogo.

“Mia madre Olga Bistocchi – racconta la dottoressa Simonetta Franchi – riferiva che il 1° maggio, Festa del Lavoro, al terrazzo si faceva festa grande: cantavano i suoi amici tenori Mario Sereni e Mario Petri. Era un formicolare di gente festante. Uscivano dalla guerra e avevano una gran voglia di ballare”.

Ora, com’è noto, il bando è tutto da rifare. Comprensibilmente. Troppo breve il periodo di nove anni per consentire di rientrare nell’investimento. Occorre almeno il raddoppio di vigenza cronologica. Pare che al Comune siano orientati al ventennio. Altrimenti, la questione resterà eternamente sospesa. E quel bene di pregio invecchierà tra le ragnatele senza essere nemmeno inaugurato.

Si dice però che sia necessaria un’operazione: ossia quella di svincolare l’area terrazzo che finora è inclusa nel bando. Insomma: spacchettare.

Non dovrebbe essere una difficoltà, dato che il bando è da rifare e se ne possono rideterminare le caratteristiche, i vincoli, le prerogative.

Certo – dice qualcuno – scorporare il terrazzo è come togliere la ciliegina dalla torta. Ma, che volete? Non si può avere – dice il brocardo – “la botte piena e la moglie ubriaca”. Se non si vogliono attendere le calende greche (come dire un “tempo indefinito e nebuloso”) senza che nulla accada, si proceda a un bando per il conferimento del terrazzo ad uso socio-culturale-commerciale. Sicuramente qualcuno si farà avanti. Per questioni di business o di immagine. Sempre meglio che vedere un’opera bella e… impossibile. Perché inutilizzata.

P. S.: Quanto all’ipotesi Casa del Cioccolato che leverebbe il Comune dalle peste, c’è chi la vede con favore. L’Inviato Cittadino è tra questi. E, una prossima volta, spiegherà perché.

Terrazza del Mercato Coperto dal passato al presente

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