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Successo per le lezioni in streaming dall’Unistrà del professor Fabio Melelli sul cinema natalizio

Dal cinema muto alla fantascienza per finire con i classici del genere

Ampio seguito e vasto interesse per le lezioni in stream di Fabio Melelli sul cinema natalizio all’Unistra.

La conversazione ha preso le mosse dal cinema muto, individuando in “Santa Claus” (di George Albert Smith, 1898), uno dei primi esempi di cinematografia sul tema natalizio. Un film della durata di appena un minuto, in cui si utilizza l’esposizione multipla del fotogramma, per proporre le immagini di due bambini e di Babbo Natale disceso dal camino a portar lori i doni.

Altra chicca proposta da Melelli è “The Insect’s Christmas” (1913) del russo Wladyslaw Starewicz, esperto naturalista, che nel suo breve film animato utilizzò dei veri insetti.

Spazio anche al muto italiano che ha affrontato la tematica natalizia nel film “Come fu che l’ingordigia rovinò il Natale a Cretinetti”, con il celebre comico francese André Deed nel ruolo del personaggio prototipo d’imbecillità.

Tra i film più bizzarri citati nel corso della conferenza, vanno ricordati anche: “Non è mai troppo tardi” (1953), adattamento de “Il canto di Natale” di Dickens. Per giungere fino a “Santa Claus Conquers the Martians” (1964), un incredibile film americano che unisce Babbo Natale e fantascienza.

Non sono poi mancati riferimenti a film diventati dei veri e propri cult, come “Gremlins”, “Una poltrona per due”, “Mamma ho perso l’aereo”, “Parenti serpenti”, “Un Natale da Charlie Brown”, “Canto di natale di Topolino”, “Il Grinch”.

Non poteva mancare all’appello il cultissimo “Vacanze di Natale” del 1983, e a varianti “dark” sul tema, come il bellissimo horror canadese “Black Christmas” (1974) di Bob Clark, ricco di angosciante tensione e grafica violenza, autentico progenitore degli slasher, film truci con armi da taglio.

C’è stato spazio anche per il Natale nel grande cinema d’autore, con riferimenti a “Fanny e Alexander” di Ingmar Bergman e “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick.

La conferenza è stata aperta e chiusa da un’immagine de “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, definito da Melelli il “Citizen Kane dei film di Natale”.

Come d’uso, alla relazione è seguito un filo di fuoco di domande di studenti e cinefili. Che altro dire? Meno male che ci pensa Melelli a tirar su le sorti e l’immagine della Stranieri, in questo momento critico per l’istituzione culturale di Perugia e del mondo.

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