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Sconti sull'acquisto dei libri di scuola, fermate quella legge che li limita

Da Marzo 2020 con la legge sull'editoria si è minimizzata la possibilità per gli esercenti di fare sconti fino al 15% sull'acquisto dei testi per medie e superiori. Il danno finale, come sempre, sulle spalle delle famiglie

Da sempre l'acquisto dei libri per le scuole medie e superiori ricade completamente e pesantemente sui bilanci delle famiglie. Per ovviare a questo, con la legge n. 128 del 27 luglio 2011 (legge Levi) i librai potevano vendere libri ai consumatori finali con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15%, con la possibilità di realizzare campagne promozionali con sconti che eccedano il limite indicato, purché non superiori a un quarto del prezzo fissato. Per molte famiglie questo si traduceva nella possibilità di acquistare i libri scolastici in alcuni esercizi commerciali (come gli ipermercati), ricevendo in cambio un buono spesa del 25%  da spendere ad esempio sull’acquisto di beni di prima necessità nello stesso negozio.

Da marzo 2020 però è entrata in vigore la complessa legge 13 febbraio 2020 n. 15 (Legge Editoria) la quale, modificando la legge Levi specialmente in materia di sconti sul prezzo di vendita dei libri, ha abbassato la soglia dello sconto consentito fino al 5 % del prezzo, elevabile al 15 per cento per i libri adottati dalle istituzioni scolastiche come libri di testo.

Il Consiglio comunale di Perugia, su proposta dell'assessore Volpi, ha approvato un ordine del giorno che impegna l’Amministrazione comunale a farsi portavoce presso la Giunta Regionale e presso l'Anci, affinché possano dare voce alle tante famiglie che, nei mesi antecedenti alla ripresa della scuola, si sono trovate a dover sostenere un ingente e irrimandabile investimento nell’acquisto dei libri scolastici, vedendosi però private di una parte importante di buoni spesa.

Tutto questo in un momento in cui la situazione di emergenza contingente impone invece di mettere in campo misure a sostegno della ridotta capacità di spesa familiare, motivo per cui l’applicazione della legge citata appare quanto meno fuori luogo.

Quando si parla di politiche per la famiglia, bisognerebbe partire dall'osservazione della realta e del quotidiano, di cui la famiglia è tessuto connettivo principale.

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