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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Specializzandi in piazza, la protesta: "Carenze strutturali del sistema sanitario"

Sinistra Universitaria - Udu Perugia e Asup: "Abbiamo manifestato perché pretendiamo maggiori diritti e tutele"

Specializzandi in piazza Italia, scatta la protesta: "Abbiamo manifestato a Perugia come in tutta Italia per chiedere l'immediato riassorbimento dell'imbuto formativo al fine di garantire a tutti i laureati una formazione post-laurea", spiegano Sinistra Universitaria - Udu Perugia e Asup.

E ancora: "Abbiamo manifestato perché pretendiamo maggiori diritti e tutele: i "camici grigi", quei giovani medici che, in perenne precariato, svolgono incarichi di sostituzione in assistenza primaria, continuità assistenziale, medicina dei servizi e  emergenza sanitaria territoriale, vivono da anni una situazione inaccettabile di precariato e contratti a tempo determinato, senza possibilità di uscita se non quegli stessi concorsi che li hanno portati in questa condizione a causa del sotto-finanziamento delle borse rispetto alle reali necessità". Da qui la chiamata alla Regione Umbria: "Pretendiamo  che la Regione Umbria confermi per i prossimi anni e aumenti ancora le borse di Medicina Generale e quelle di formazione specialistica, oltre a farsi carico delle istanze di studenti e lavoratori del Sistema sanitario nazionale alla Conferenza Stato-Regioni". 

VIDEO La protesta dei medici in formazione: "Finanziare le borse di studio, agli specializzandi gli stessi diritti degli altri camici"

Non è finita qui. Di nuovo Udu e Asup: "Inoltre chiediamo una valorizzazione maggiore del ruolo del medico di medicina generale e del relativo percorso di formazione: la vera salute della comunità si raggiunge con la prevenzione e la presenza capillare nel territorio".

"Siamo qui oggi a testimoniare il disagio di centinaia di studenti di Medicina  - sottolinea Angela De Nicola, coordinatrice della Sinistra Universitaria - Udu Perugia - che, dopo aver affrontato un percorso formativo di 6 anni all'università, vivono nell'incertezza di poter accedere alla formazione specialistica a causa dell'imbuto formativo: questo è inaccettabile, servono risposte ora". E ancora: "L'emergenza Covid – continua De Nicola - ha reso palesi le carenze strutturali del sistema sanitario italiano in termini di personale: sono sempre di più i medici senza specializzazione assunti nei Pronto soccorso. Questo è segno di un deficit presente ormai da anni e che, ancor peggio, non è soltanto numerico, ma anche di qualità della formazione".

Luca Saccarelli, medico specializzando e rappresentante di Asup, aggiunge: "La nostra è una battaglia comune, in quanto riguarda due facce della stessa medaglia. La scarsa attenzione prestata alla programmazione della formazione medica specialistica si tramuta in scarsa considerazione e riconoscimento una volta superato l’imbuto formativo ed ottenuta la borsa di specializzazione. La vicenda del Bonus Covid ne rappresenta un esempio eclatante: la Regione Umbria ha stanziato 12 milioni di euro per gratificare tutto il personale coinvolto in questi mesi di emergenza, escludendo però da questo trattamento i medici specializzandi. Riteniamo che sia l’ultima grave mancanza di considerazione nei confronti di una categoria che come ogni altra si è spesa nell’affrontare la pandemia, e pretendiamo la parificazione del trattamento a tutti gli altri operatori oltre all’omogeneizzazione della formazione specialistica su tutto il territorio nazionale e l'estensione anche agli specializzandi delle tutele e i diritti attualmente riconosciuti alla dirigenza medica".

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