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Poltrona a teatro, la campagna dei Lions e la proposta dell'Inviato Cittadino

Non sarebbe male se quei posti in poltrona venissero fruiti da chi non ha i mezzi per pagarsi il biglietto. Soldi reali, poltrone fruite, cultura goduta. Altrimenti è un mecenatismo monco. E così il virtuale diventa reale

Dal caffè sospeso alla poltrona a teatro. Campagna dei Lions a favore della cultura. Si chiama “La Poltrona vuota” ed è un’iniziativa dei Lions Club di Perugia, nel convinto sostegno ai lavoratori della cultura in crisi a causa dell’emergenza pandemica.

La generosa intrapresa verrà annunciata a breve dall’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano, congiuntamente ai rappresentanti dei sette Lions Club cittadini (i cinque club della zona IX B, il LC Perugia Centenario ed il Leo Club).

L’iniziativa ha lo scopo di raccogliere fondi a sostegno delle attività dello spettacolo dal vivo. Intendendosi per tali il teatro, la danza e la musica colta.

I mecenati possono acquistare, al simbolico prezzo di 5 euro ciascuna, una o più poltrone virtuali per ciascuno degli eventi del “cartellone” dei beneficiari. Col qualificante obiettivo di sostenere il teatro e la musica in città.

Ad annunciarlo anche i Presidenti dei Lions Club proponenti (Gaia Alberti, Marta Bocci, Mauro Fagioli, Anna Martellotti, Giovani Massimilla, Aldo Ranfa, Clementina Salmareggi), il Presidente della IX Circoscrizione Lions, Rolando Pannacci, il Direttore del TSU Nino Marino, la Fondazione “Perugia Musica Classica”, il Presidente dell’Associazione Teatro di figura Mario Mirabassi, l’associazione Ars et labor, il Direttore artistico del Teatro Franco Bicini, Mariella Chiarini.

In rappresentanza dei Club proponenti e degli enti destinatari, parleranno Anna Martellotti, docente dello Studium e scrittrice, e Nino Marino, direttore del Teatro Stabile dell’Umbria.

Ed ecco la proposta dell’Inviato Cittadino. Quella poltrona, anziché vuota, la vorrei piena. Altrimenti si arriva all’assurdo che un caffè sospeso non può essere consumato.

Ne ho parlato ieri con Anna Martellotti, la quale mi ha chiarito che l’iniziativa è una semplice “moral suasion” per invitare i soci, e chiunque lo voglia, ad aderire.

L’Inviato Cittadino – da persuaso amante del teatro – si sente di andare oltre. Mi piacerebbe insomma che quelle poltrone vuote diventassero piene. Nel senso che sarei disposto a pagare un biglietto reale per un posto realmente fruito. Da chi, magari, non ha i soldi per permettersi il costo di un biglietto.

Ci sono passato da giovane, quando non avevo un quattrino e mi sono sorbettato file sfibranti per il loggione. Che raggiungevamo ore prima dello spettacolo, con corredo di libri, panini, generi di conforto. Per poi vedere la nuca degli attori.

Ecco: non sarebbe male se quei posti in poltrona venissero fruiti da chi non ha i mezzi per pagarsi il biglietto. Soldi reali, poltrone fruite, cultura goduta. Altrimenti è un mecenatismo monco. E così il virtuale diventa reale.

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