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Attentato di Nizza, il vescovo di Assisi e l'imam di Perugia: "Uniti contro la violenza"

I messaggi di monsignor Domenico Sorrentino e di Abdel Qader dopo l'attacco terroristico che ha portato all'uccisione di un uomo e due donne nella cattedrale di Notre-Dame

Uniti nella "ferma condanna della violenza in nome di Dio" e nella "volontà di continuare con forza il cammino di condivisione per la pace" dopo l’attentato di due giorni fa (29 ottobre) a Nizza, dove un 21enne tunisino che era sbarcato a Lampedusa in settembre ha ucciso a coltellate un uomo di 50 anni e due donne di 44 e 70 anni nel corso di un attacco definito come "terroristico islamista" dal presidente francese Emmanuel Macron. A pochi giorni dal 34esimo anniversario dello 'Spirito di Assisi' sono infatti questi i sentimenti espressi nei messaggi di monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, e dell’imam perugino Abdel Qader.

Nizza, i frati di Assisi: "Atto barbaro e meschino, il Signore illumini i violenti"

IL VESCOVO - "Con indignazione ed enorme sofferenza - scrive scrive monsignor Sorrentino -, in questa Città della pace, ci mettiamo accanto al popolo francese e ai nostri fratelli e sorelle cristiani che sono ancora una volta rimasti vittime di vili attacchi terroristici perpetrati in nome della religione. Ci sentiamo molto provati come credenti in Gesù. Dal Vangelo, seguendo l’esempio mite e umile di Francesco, riceviamo il messaggio di un amore che sa dare la vita e di una fede che mai può diventare motivo di violenza. Mettiamo nella nostra preghiera le vittime, quanti soffrono per la perdita dei loro cari, i cittadini francesi che vedono ancora una volta aggredita la convivenza civile. Il Signore converta alla pace il cuore di tutti i violenti. L’universale fraternità ci rende tutti solidali nel dolore, e ci fa condannare senza mezzi termini ogni violenza, tanto più se impropriamente giustificata con motivi di fede. La comune sofferenza non diventi tuttavia per nessuno pretesto per alimentare diffidenze generalizzate e chiusure egoistiche. Ringrazio pertanto l’Imam di Perugia, con il quale ho condiviso qualche giorno fa l’incontro di preghiera per la pace nello 'spirito di Assisi', per le chiare e forti parole con cui ha espresso il dolore e la condanna della comunità islamica che, da questi gesti di fanatismo omicida, non si sente rappresentata, ma semmai umiliata". 

L'IMAM - E una ferma condanna della violenza arriva infatti anche da parte di Abdel Qader: "A nome mio personale e della comunità musulmana del territorio di Perugia non voglio mancare di esprimere il cordoglio alle famiglie delle persone che sono rimaste vittime dell'attentato che si è consumato ieri a Nizza in un luogo sacro. Dopo ogni episodio di violenza abbiamo sempre condannato con tutta la fermezza possibile l'uso strumentale della fede in Dio. Noi crediamo fermamente che non sia possibile credere in Dio e procurare la morte ad altre persone umane. Nei giorni scorsi - conclude l'Imam di Perugia - abbiamo ricordato l'incontro di Assisi del 1986 e crediamo che non ci sia alternativa allo spirito generato da quell'incontro e rafforzato dalla Dichiarazione di Abu Dhabi".

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