Trasimeno, Isola Polvese diventa un cantiere a cielo aperto: tutti gli interventi

La Provincia di Perugia dà il via libera alle opere inserite nel Programma di sviluppo rurale per l’Umbria 2014-2020

La Polvese diventa un cantiere a cielo aperto, con lavori in diverse parti dell'Isola. La Provincia di Perugia dà il via libera alle opere inserite nel Programma di sviluppo rurale per l’Umbria 2014-2020. 

“Se il Trasimeno è la porta dell’Umbria – commentano il presidente Luciano Bacchetta e il vicepresidente della Provincia Sandro Pasquali – le isole sono le sue chiavi di apertura. E rispetto a questo la Polvese sicuramente rappresenta il patrimonio naturale ed artistico da recuperare in cui diffondiamo il maggior sforzo come Provincia per poter essere all’altezza del futuro”. Un futuro che, come sottolinea lo stesso Pasquali, passa anche attraverso la riqualificazione e la rivisitazione di queste stupende realtà locali. “Il Trasimeno – conclude il vicepresidente - ha bisogno di tutti e la Polvese è uno dei motori d’azione del Trasimeno”. 

Ecco tutti i lavori. Cantieri aperti dunque in più punti dell’Isola. A partire dall’area denominata “Zona del Borgo”, dove si sta procedendo al restauro e risanamento conservativo di due annessi agricoli e al ripristino di un terzo annesso crollato, denominati “ex porcilaie”, nei pressi del pontile.

Gli annessi rappresentano esempi tipici di fabbricati rurali tradizionali, realizzati in muratura mista di pietra e mattoni a pianta rettangolare. All’interno del blocco 1 sarà ricavato un “infopoint” generale dell’Isola, mentre nel blocco 2 troveranno posto due servizi igienici per persone normodotate (divisi per sesso), e un bagno per portatori di handicap.

Il progetto, del valore di 219.000 euro, prevede la conservazione dei fabbricati attraverso l’esecuzione di una serie di interventi di consolidamento e restauro conservativo. I materiali di finitura sono stati scelti tra prodotti compatibili e coerenti, sia con la destinazione d’uso, sia con le tipologie presenti sull’Isola e storicamente utilizzate, privilegiando tecniche e materiali di bio-edilizia ed edilizia sostenibile, ed il massimo riutilizzo dei materiali di recupero.

Sempre in questa zona, un altro cantiere interessa l’“ex essiccatoio”, ridotto a poco più di un rudere. Realizzato con tutta probabilità dopo la metà del secolo scorso, si sviluppava in proseguimento ad un altro corpo in pietra già oggetto di ristrutturazione ed oggi utilizzato come cabina di trasformazione della corrente elettrica.

La struttura originaria dell’ex essiccatoio era realizzata con colonne in muratura di mattoni pieni, tetto a due falde probabilmente in legno e laterizio e tamponatura delle specchiature fra le colonne con una caratteristica cortina in elementi di laterizio forato, sopra uno “zoccolo” in pietrame che ne ha determinato peraltro la valenza storico-monumentale ed ambientale. La nuova destinazione sarà quella di stazione di ricarica per automobili elettriche. Per questo sono state previste, al suo interno due colonnine per la ricarica di quattro mezzi elettrici. Anche in questo caso si sono privilegiati tecniche e materiali di bio-edilizia ed edilizia sostenibile, nonché il massimo riutilizzo dei materiali di recupero. Prevista anche la sistemazione dell’area esterna con particolare riguardo alla viabilità di accesso ed alla parte floro-vegetativa. L’importo dell’intervento è di 117.000 euro.

Tra i fabbricati “minori” di interesse storico c’è poi la “fagianaia”, un fabbricato ormai fatiscente, anch’esso oggetto di riqualificazione. E’ nata probabilmente per volere del Conte Vincenzo Pianciani al fine di dotare l’Isola di un vero e proprio allevamento per la riproduzione e il ripopolamento della razza “Phasianus colchicus”, più nota e comune come “Fagiano” da allevare anche per fini di caccia. Fu costruita al disopra del “Borgo” in una delle zone più elevate e panoramiche dell’Isola, immersa in un uliveto e a ridosso della “Lecceta di San Leonardo”. Il progetto, del valore di circa 192.000 euro, si divide in due stralci funzionali, entrambi finalizzati al recupero del manufatto a fini didattici. L’idea di fondo è realizzare un’“aula 3.0”, ovvero uno spazio di apprendimento flessibile, un vero e proprio laboratorio attivo di ricerca dove sarà possibile impiegare le più moderne tecnologie di comunicazione. Uno spazio adatto all’”Inquiry Learning”, cioè all’apprendimento attraverso l’esperienza e l’indagine. Per fare ciò è stato pensato di inserire all’ interno delle vecchie mura, una nuova struttura leggera in acciaio e vetro.

Oggetto di restauro è infine la Piscina Porcinai, il pregiato giardino di piante acquatiche, realizzato alla fine degli anni Cinquanta, su progetto del paesaggista Pietro Porcinai, uno dei maggiori architetti italiani del paesaggio, su commissione del conte Giannino Citterio. Lo specchio d'acqua necessita di un trattamento ai fini di garantire un'idonea qualità delle acque. Il progetto, finanziato per 220.000 euro, prevede anche la realizzazione di un impianto di fitodepurazione e si rifà alle teorie delle biopiscine e biolaghi balneabili. Previsto anche il risanamento degli spogliatoi, bagni e locale tecnico interrati.

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