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Umbri nel mondo: Daniele e Brittany, da un cappuccino sotto l’Arco Etrusco a una vita insieme

L'Inviato cittadino racconta la storia di un amore nato a Perugia che ha portato alla nascita di una nuova famiglia in America

Umbri nel mondo. Quando da un cappuccino sotto l’Arco Etrusco nasce la svolta di una vita insieme. Daniele, barista, e Brittany (studentessa italo-americana) si conoscono e convolano a nozze.

Racconta Daniele Corbucci, figlio del regista e attore perugino Leandro (mio braccio destro nelle attività dell’Accademia del Dónca): “Nel luglio del 2006, una studentessa italo-americana della Stranieri entra al bar Etrusco di via Ulisse Rocchi, gestito da me e da mio fratello. Le ho fatto un ottimo cappuccino e da lì... è iniziata la nostra storia d’amore”.

Quale lo sviluppo dal cappuccino alla fede nuziale?
“Dopo un anno e mezzo, nel maggio 2008, eravamo già sposati in comune a Perugia e lo stesso anno abbiamo deciso di trasferirci a Los Angeles, California (dove lei era cresciuta e viveva con la famiglia di origini italiane, per l’esattezza romagnole, ndr)”.  
 
Come ti sei trovato nel “nuovo mondo”?
“Sentivo che era arrivato il momento di dare una svolta alla mia vita e questa è stata una grande opportunità”.
 
Come si articola la scelta di dove vivere?
“Io e mia moglie ci siamo dati due anni di tempo per valutare se rimanere lì oppure tornare in Italia. Mi tranquillizzava il fatto che lei era disposta a vivere in Italia, se non mi fossi trovato bene in California. Peraltro, Brittany Tagliati è insegnante di italiano all’Università ed è perfettamente bilingue”.

Vi siete sposati anche in America?
“Nel maggio 2009, abbiamo fatto la cerimonia di nozze a Malibu in California e Don Claudio Regni, parroco di San Sisto, è venuto gentilmente a celebrare. Da subito, la famiglia di mia moglie mi ha accolto come un figlio, rendendo il mio trasferimento molto familiare”.

Come ti sei inserito dal punto di vista lavorativo?
“Il mio primo lavoro statunitense è stato in un ristorante italiano. Un’esperienza molto speciale perché ho potuto conoscere nuovi veri amici, sia italiani che americani, e mi ha permesso di andare a scuola d’inglese al mattino e lavorare la sera”.

E poi?
“Nel settembre 2009, mio suocero, Mario Tagliati, mi ha proposto di lavorare con lui nell’azienda di famiglia, la “Picnic Time”, che produce accessori per picnic e tempo libero”.

Come ti sei trovato?
“Per me è stata una magnifica opportunità, perché ho potuto imparare come funziona il business negli Usa e soprattutto perché, un anno e mezzo dopo, sempre per volere di mio suocero - romagnolo di Sassuolo emigrato in America - ho avuto l’onore di diventare socio dell’azienda”.  

Dopo la scomparsa di tuo suocero Mario, sei tu adesso al vertice dell’azienda?
“Dal 2011 mi trovo a gestire questa fantastica ditta e mi sento molto fortunato per come sono stato accolto in California”.

Non hai nostalgia della tua città natale? 
“La decisione di vivere in America non è stata semplice. Lasciare la famiglia, gli amici, i luoghi in cui sono cresciuto, mi ha creato inizialmente qualche disagio. Ma la famiglia armoniosa compensa appieno questa lontananza”.

Come è formata la tua famiglia?
“Abbiamo due meravigliosi bimbi, Marco di 8 anni e Massimo di 3, che riempiono i nostri giorni di gioia... e d’impegno. Brittany è direttore del dipartimento di Italianistica alla Pepperdine University di Malibu e ama il suo lavoro. Ci teniamo molto che i nostri figli sentano l'italianità e peruginità: per questo gli abbiamo dato dei nomi italiani”.

Naturalmente i bambini si sentono anche italiani!
“Certamente. A casa parliamo solo in italiano e... in perugino”.  

Su questo non nutrivo dubbi di sorta, con un padre super perugino, come il tuo.
“Da quando sono arrivati i nipotini, la nonna Renata e il nonno Leandro vengono a trovarci ancora più spesso. Anche noi torniamo a Perugia un paio di volte l’anno. I nonni, oltre a coccolarli, insegnano ai bambini le tradizioni umbre... linguistiche e alimentari”.

Qualche esempio?
“Torta al testo, torta di Pasqua e ciaramicola… oltre che a leggere poesie in vernacolo perugino”. 

L’Inviato Cittadino ricorda quando, proponendo lo spettacolo del “Pinocchio in perugino”, vide i bambini di Daniele e di Brittany seguire senza perdere un colpo. Peruginità: caratteristica ereditata col Dna del nonno e del babbo. Americani a... Perugia. Perugini in America. Insomma: due facce della stessa medaglia.

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