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Inquinamento in Umbria, l'anno inizia male: "Aumentano le polveri sottili"

L'agenzia regionale di protezione ambientale: "Il traffico e le industrie incidono poco, a differenza delle condizioni climatiche". Terni 'maglia nera' per numero di sforamenti, male anche Foligno e Castello mentre Perugia soffre soprattutto nelle zone più basse come Ponte San Giovanni

Un inizio di 2020 in controtendenza in Umbria per quanto riguarda  il livello di polveri sottili (le cosiddette Pm10) presenti nell'aria. Se il 2019 infatti si era chiuso con un bilancio positivo, nei primi giorni del nuovo anno sono stati diversi gli sforamenti registrati in quasi tutte le città umbre: Terni 'maglia nera', male Foligno e Città di Castello mentre Perugia 'soffre' soprattutto nelle zone più basse come Ponte San Giovani. 

E la spiegazione degli esperti 'assolve' il traffico: "Le emissioni delle automobili incidono minimamente - chiarisce Arpa Umbria a Perugia Today - a differenza delle biomasse, come i camini che non hanno filtri. Lo stesso può dirsi per le industrie, soprattutto quelle più grandi, che sono comunque attive tutto l'anno e riescono a controllare il livello delle emissioni".

I fattori determinanti sono dunque altri: "Più di tutto incidono le condizione atmosferiche - spiega ancora 'Arpa Umbria' - e in questi giorni sono state decisive la mancanza di venti, l'alta pressione, l'assenza di pioggia e il freddo che ovviamente portato ad accendere di più i riscaldamenti".

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