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INVIATO CITTADINO Era un’eugubina la governante del Duce

Chiacchierata con lo storico Gian Biagio Furiozzi

Era un’eugubina la governante… factotum del Duce. Chiacchierata con lo storico Gian Biagio Furiozzi. Che ci regala un’altra delle sue straordinarie perle di carattere documentario.

L’autore del prezioso volumetto “Il birillo rosso” (Morlacchi editore) è una miniera di aneddoti, spigolature, gustose cartoline su fatti e personaggi del nostro territorio. 

LETTI PER VOI Il birillo rosso. Intervista con l’autore, lo storico Gian Biagio Furiozzi. Foligno 'ombelicus Italiae'

Esordisce con i dati cronologici

“Cesira Carocci era nata a Gubbio nel 1884. È deceduta, nella città dei Ceri, nel 1963”.

Qualche curiosità?

“È stata l’unica donna, a parte la moglie Rachele, che abbia convissuto con Mussolini”.

Quali le sue doti?

“Assoluta fedeltà, discrezione, riservatezza. Al contrario di altri collaboratori – dal commesso Navarra all’autista Boratto – Cesira non ha mai rivelato segreti, né lasciato memoriali. Tra le ‘donne del Duce’ è forse la più misteriosa”.

Come e chi l’aveva assunta?

“Era stata ingaggiata dalla scrittrice e amante del Duce, Margherita Sarfatti, perché si prendesse cura dell'appartamento nel Palazzo Grimani-Tittoni di Via Rasella 155 a Roma, dove Benito Mussolini risiedeva prima di trasferirsi con tutta la famiglia a Villa Torlonia”.

La donna acquistò una certa notorietà, vero?

“Cesira fu ribattezzata da D’Annunzio ‘Suor Salutevole, la dolce creatura che tiene lontano il male’, in ragione delle premure e delle cure affettuose riservate al Capo del Fascismo”.

Che ruolo svolse?

“Fu confidente, infermiera, segretaria, per più di dieci anni, dal 1923 al 1934”.

Le venivano assegnati compiti specifici e… riservati?

“Ad esempio, si curava dell’igiene delle fanciulle che s’intrattenevano con il capo del Governo: le lavava, le rivestiva con abiti puliti e degni dell'incontro” [com’è noto, Mussolini era di una certa voracità sessuale e si diceva che avesse bisogno, ogni giorno, di una nuova avventura, da consumare in tempi rapidissimi, ndr].

Ci fu qualcosa fra di loro?

“Risulta da fonte certa che Cesira fosse anche la sua amante”.

È per questo che Donna Rachele, moglie del Duce, la allontanò?

“Cesira entrò in conflitto con donna Rachele. Che disse al marito: ‘Tu comanderai l’Italia, ma qui è casa mia e comando io!’. La moglie del duce riteneva (giustamente) che la governante ne coprisse i tradimenti e che lei stessa fosse una delle tante amanti. Per giunta “sempre a portata… di mano”. Nonostante la simpatia della sorella del duce, Edvige – affetto provato da una lettera privata inedita – alla fine Cesira fu licenziata”.

Venne ricompensata?

“Cesira ricevette, nel 1939, un vitalizio di 700 lire. Quando si cantava, alludendo a un miraggio, ‘Se potessi avere mille lire al mese!’. Venne anche compensata con favori e donazioni anche per la sua città”.

Da quali fonti lo sappiamo?

“In un documento d’archivio del 1937, si trova scritto: “Come da ordine ricevuto dal Duce, S.E. Sebastiani ha convocato il Podestà di Gubbio, che si è presentato insieme al segretario politico. A essi è stato fatto presente che, visti i provvedimenti proposti col memoriale presentato dalla Cesira Carocci, il Duce approva”.

Oltre a te, quali storici si sono occupati di questa figura?

“Su questo singolare personaggio è uscita alcuni anni orsono una biografia di Giovanni Scipione Rossi: ‘Cesira e Benito. Storia segreta della governante di Mussolini’ (Edizione Rubbettino, 2009)”.

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