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Coronavirus: due positivi al Broletto, il direttore del personale: "Attivati tutti i protocolli sanitari e di smart working"

Le precisazioni di Carlo Cipiciani: "Fin dall’inizio della pandemia, ha infatti adottato tutte le misure di tutela previste per la salute dei propri dipendenti"

Riceviamo e pubblichiamo una precisazione del direttore del personale della Regione Umbria Carlo Cipiciani in relazione all’articolo pubblicato dal titolo “Coronavirus, due casi alla Regione Umbria”.

"Appena ricevuta la notizia della positività di una collega nella struttura della Regione Umbria al Broletto, si è provveduto ad attivare la modalità smart working per tutto il personale del Servizio di appartenenza della dipendente e a sanificare l’intero 3° piano, della sede regionale.

Tutte operazioni previste dai protocolli sanitari in vigore e concordate preventivamente con il medico competente per la Regione. In merito ai tamponi richiesti da alcuni sindacalisti per tutti i dipendenti dell’edificio interessato, mai è stata posta una questione ostativa di costi economici ma, piuttosto, di costi sociali in quanto il sottoporre indiscriminatamente a tampone circa 800 dipendenti, senza una motivata necessità, avrebbe rallentato, se non paralizzato, il lavoro della Asl sottraendo preziose risorse umane e materiali a fronteggiare le necessità sanitarie che in questo momento sono particolarmente gravi.

Anche in questo caso, l’amministrazione si è attenuta a quanto previsto nei protocolli medico sanitari ed alle indicazioni delle autorità preposte. L’amministrazione regionale, fin dall’inizio della pandemia, ha infatti adottato tutte le misure di tutela previste per la salute dei propri dipendenti. Non solo sono state applicate con estremo rigore ed in modo completo le disposizioni dettate dalle normative nazionali, ma sono stati inoltre sottoscritti con le rappresentanze sindacali protocolli ancora più stringenti e tutelanti di quanto individuato a livello nazionale.

Mai si è pensato di non tutelare i dipendenti, e in particolare quei soggetti definiti fragili, tanto che lo smart working è stato esteso nella prima fase a circa il 90% del personale mentre, attualmente, l’orario di lavoro reso in presenza si attesta intorno al 30-40% di quello complessivamente da rendere.

Come si può ben notare, numeri cautelativi che vanno oltre le indicazioni contenute nei dpcm che nel tempo si sono succeduti. Le modalità di comportamento all’interno delle sedi regionali sono contenute e spiegate in un Protocollo regionale di sicurezza adottato e aggiornato, conformemente all’evolversi della situazione epidemiologica, recependo le indicazioni del Servizio di igiene e Sanità Pubblica della Usl Umbria 1 e del “medico competente”, incaricato dalla Regione (ai sensi del decreto legislativo 81/2008) che disciplina le modalità di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Protocollo e i suoi aggiornamenti vengono emanati dal datore di lavoro per la sicurezza dopo aver ascoltato il "Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione" di cui al Protocollo Nazionale di regolamentazione delle misure per il contrasto della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro.

Si forniscono queste precisazioni in quanto in questo particolare momento di emergenza sanitaria, sociale ed economica non servono speculazioni o false verità ma il plauso di tutti per i tantissimi dipendenti regionali che continuano ad operare per la collettività e per il funzionamento della macchina amministrativa regionale, in silenzio e con grande abnegazione, tra i non pochi disagi d’ordine tecnico-logistico imposti dall’emergenza".

Carlo Cipiciani

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