Guardia medica tagliata fuori dalle indennità Covid19: "Pagata invece agli amministrativi Asl e ospedale"

Lettera aperta dei medici della continuità assistenziale: "Fiscalmente siamo dipendenti, ma di fatto liberi professionisti a partita Iva che non si possono ammalare"

Stesso lavoro, diverso trattamento. I medici di continuità assistenziale, o guardia medica, al lavoro presso l’Azienda sanitaria locale Umbria 2 e alle prese con l’emergenza Covid-19, si lamentano di “tutte le criticità del nostro contratto ovvero le vulnerabilità della nostra professione”.

Gli operatori sanitari dipendenti delle due Aziende sanitarie regionali nonché i dipendenti dell’amministrazione sanitaria ricevono in busta paga un’indennità “Covid-19” relativa ai turni di lavoro svolti durante l’emergenza pandemica, ma i medici di continuità assistenziale, i medici di 118 con rapporto di convenzione e i medici di medicina generale non rientrano in queste categorie, pur essendo stati impegnati quotidianamente. “Ci verrebbe da pensare, il nostro rischio è stato meno rilevante rispetto a quello corso dal personale amministrativo che lavorava protetto all’interno di un ufficio o della propria abitazione grazie allo smart working – scrivono i medici della continuità assistenziale - In quei giorni abbiamo cercato di rimanere in prima linea nonostante la scarsissima disponibilità di presidi di protezione individuale (mascherine chirurgiche e FFP2 in primis). E cogliamo oggi l’occasione per ringraziare tutti quei cittadini o quelle aziende private che ci hanno donato strumenti fondamentali per la protezione nostra e dei nostri pazienti. Allo stesso modo ringraziamo quelle farmacie che hanno reso disponibili le mascherine FFP2 vendendole al prezzo di fabbrica”.

I professionisti della guardia medica, le mascherine se le sono dovute comprare e in base alla busta paga che quelle erano giornate di lavoro ordinario. “Probabilmente è vero. Anzi è così. Perché noi medici non distinguiamo le malattie in usuali e inusuali – si legge nella nota diffusa dei medici della continuità assistenziale - E non chiediamo più soldi se la malattia è sconosciuta e viene da lontano, magari chiediamo solo più protezione per non diventare noi stessi vettori di infezione”.

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I premi, per i professionisti della guardia medica, si attribuiscono in base al merito, non in base a cavilli di contratto. E quanto al contratto ricordano che “fiscalmente dipendenti, ma con i diritti di una partita Iva. Non abbiamo ferie. Nessuna tredicesima. Niente trattamento di fine rapporto. Assicurazione professionale e infortuni a nostro carico – si legge nel comunicato - In caso di malattia i primi trenta giorni sono a carico delle società assicuratrici. Le lungaggini burocratiche per ottenere una retribuzione in corso di malattia ci portano spesso a cedere il turno di lavoro (e non guadagnare) o a lavorare ugualmente nonostante le condizioni fisiche. Tale situazione è per buona parte condivisa con i medici del 118 convenzionati e con i medici di medicina generale con i quali, lavorando gomito a gomito, formiamo la così detta medicina territoriale”.

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