Coronavirus, i centri antiviolenza: "Le nostre operatrici in prima linea, ma ci servono guanti e mascherine"

L'associazione 'Libera...mente Donna' si batte contro la violenza sulle donne e gestisce i centri per accogliere le vittime

L'emergenza coronavirus ha chiuso tutti gli italiani in casa ma ci sono categorie che restano in prima linea e sul proprio posto di lavoro, soprattutto quando questo lavoro è al servizio degli altri e di chi, in tempi di quarantena, ne ha ancora più bisogno. "L'emergenza sanitaria che ci costringe tutte e tutti in casa - spiegano da 'Libera...mente Donna - rappresenta per molte donne una situazione di pericolo, con l'aggravarsi delle violenze domestiche". 

Ecco perché è importante che i centri antiviolenza di Perugia e Terni e il servizio di Pronta Emergenza della provincia di Perugia continuino a restare attivi: "Oggi è ancora più difficile per una donna chiedere aiuto e noi dobbiamo poter rispondere. Ora più che mai le operatrici che si occupano di accoglienza, ascolto ed ospitalità di donne, con le loro figlie e figli, sono in prima linea a combattere la violenza di genere".

 Andare avanti in certe condizioni però non è facile: "Siamo alla disperata ricerca di dispositivi di protezione individuale - racconta ancora l'associazione attraverso una nota -, cerchiamo di acquistare guanti e mascherine, ma come è noto sono praticamente introvabili. È per questo che ci appelliamo, davanti a temi così gravi e socialmente rilevanti, all'impegno delle istituzioni, della Protezione Civile, dei privati e di chiunque possa aiutarci. Chiediamo la fornitura immediata dei dispositivi di protezione individuale, necessari allo svolgimento del nostro lavoro in piena sicurezza per la salute pubblica, a tutti i centri antiviolenza che stanno ancora operando sul territorio regionale e ai servizi di pronta emergenza per donne vittime di violenza di genere". 

La lotta contro la violenza sulle donne, insomma, non si ferma: "Vogliamo intanto ringraziare il Comune di Perugia, che si è attivato per il centro antivionza 'Catia Doriana Bellini' e ribadire - conclude l'associzione 'Libera...mente Donna' nella sua nota - che noi non faremo mai un passo indietro di fronte alla violenza. Aiutateci ad accogliere!".

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