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Perugia celebra la “Santa degli impossibili”: folla delle grandi occasioni alla chiesa di piazza Lupattelli

Perugia celebra con immutata partecipazione la “Santa degli impossibili”. Folla delle grandi occasioni alla chiesa di piazza Lupattelli, in memoria della santa monaca dell’ordine agostiniano

Perugia celebra con immutata partecipazione la “Santa degli impossibili”. Folla delle grandi occasioni alla chiesa di piazza Lupattelli, in memoria della santa monaca dell’ordine agostiniano. Le celebrazioni, in S. Agostino al Borgo d’Oro, sono frequentatissime e la chiesa è colma di rose rosse. Il parroco-musicista, don Ferdinando Sulpizi, dice messa, mentre a lato dell’altare c’è la fila per le confessioni.

Nella cappella di destra la gente guarda ammirata lo stendardo dei miracoli, mentre dal lato opposto si acquistano e si accendono le candele sotto il grande quadro e la lunetta di stampo dottoriano, ma invero realizzata dall’artista Bissietta nel 1974. All’esterno la solita bancarella che, con la pioggia battente, realizza scarsi affari. Ma fa il pieno il locale al civico 33 di corso Garibaldi, dove si vendono le rose rosse, care alla santa delle api e delle spine: prezzi ultrapopolari.

Cerimonia laica, invece, alla Sala Miliocchi dove le signore dell’Associazione Vivi il Borgo hanno organizzato un incontro in cui si parla di fiori (con detti, poesie, racconti) e si gusta il tè alla rosa. All’esterno un’istallazione con fiori di varia natura accoglie le visitatrici.La Vetusta, insomma, non rinuncia a mantenere le belle tradizioni che incrociano fede, storia,  e pietà popolare. Malgrado il tempaccio.

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