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Montone, incentivi per fronteggiare la carenza di medici di base e pediatri: "sì" alla mozione in consiglio comunale

Il documento punta a spingere tutti i soggetti istituzionali ad adoperarsi per mettere in campo azioni efficaci per evitare di avere interi territori senza copertura medica

Maggiori strumenti, più opportunità e incentivi economici per i medici di base e i pediatri nei piccoli Comuni e nei territori montani. Lo chiede il consiglio comunale di Montone che nell’ultima seduta ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per risolvere la problematica legata alla carenza dei medici di famiglia, firmato dai consiglieri Davide Morganti ed Elisa Molinari, in qualità di capigruppo di “Energia e Passione” e “Patto per Montone”.

Il documento presentato dai consiglieri mira a spingere tutti i soggetti istituzionali, a partire dalla Regione Umbria e dal Governo, ad adoperarsi per mettere in campo azioni efficaci per evitare di avere interi territori senza copertura medica. Su questa strada viene richiesto di individuare specifici incentivi economici per i medici di base e i pediatri che aprono e mantengono gli studi nei piccoli Comuni italiani, ma anche strumenti programmatici e specifici investimenti pluriennali per investire sulla sanità e sulle strutture di prossimità. E ancora di rafforzare piccoli ospedali rendendoli più efficaci, di collegarli ai presidi più grandi, di individuare modelli peculiari per l’organizzazione della sanità nelle aree più marginali e montane, anche puntando su telemedicina e teleassistenza, grazie alla rete dei medici di base e delle farmacie rurali, in stretto collegamento con gli ospedali del territorio.

“La conseguenza più grave e paradossale emersa anche durante l’emergenza sanitaria – spiegano Morganti e Molinari - è l’evidente carenza di figure professionali in campo medico e nell’area sanitaria in generale, generata dagli effetti di oltre 20 anni di restrizioni di accesso e dall’insufficiente dotazione di risorse per le borse di studio per le specializzazioni dei medici. Tutto questo diventa ancora più drammatico in territori montani o in Comuni con meno di 5 mila abitanti dove il già esiguo numero di ragazzi presenti non permette neanche la normale sostituzione generazionale, lasciando sempre più vuote le ‘condotte mediche’ e quindi la presenza nei piccoli borghi dell’indispensabile servizio sanitario generale di base”.

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