Sabato, 31 Luglio 2021
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"Aprirsi all'altro nel nome e nell'esempio di Maria", la lettera di maggio del cardinale Bassetti al popolo diocesano

Il richiamo al vescovo "santo" don Tonino Bello, che affidava alla Vergine il dono della "comunione" familiare

Il cardiale Gualtiero Bassetti scrive ai cristiani della diocesi di Perugia-Città della Pieve  e la lettera di maggio è dedicata alla Beata Vergine Maria. Nell'esortazione il presule invita a non cedere "alle lusinghe della frammentazione, del parrocchialismo e della chiusura nei perimetri segnati dall’ombra del campanile" chiedendo aiuto a Maria per "crescere nella comunione".

Il messaggio, il cui testo integrale è consultabile qui (https://diocesi.perugia.it/wp-), è un'esortazione dai contenuti spirituali, ma anche umani e sociali. "Accogliere nella nostra vita Maria, che Gesù ha affidato a tutta l’umanità dall’alto della croce – evidenzia il presule – vuol dire imparare a fare spazio a Dio".

Nella sua esperienza, fin dall’adolescenza in Seminario a Firenze, il cardinale è stato attratto dalla Madre Celeste e da vescovo è molto devoto alla Madonna del Conforto di Arezzo e alla Madonna delle Grazie di Perugia, ricorda ai fedeli l’immensa fede di Maria: "a Dio che si rivela e si dona si può rispondere solo con la fede di Maria che, come ci dice la Lumen Gentium, per “tutta la vita ha camminato nella fede” consegnandosi totalmente a Dio. Una fede, la sua, povera ed umile: solo la povertà e l’umiltà esprimono un amore vero. Perché chi possiede solo sé stesso, non ama, e adopera tutto come uno strumento per i suoi fini. Una fede povera e umile, invece, è una fede che lascia passare la lucentezza di Dio, che solo i poveri e gli umili sono in grado di accogliere. Essi aspettano sempre, amano e aspettano. Maria è vissuta in questa fede, consegnandosi totalmente al mistero di Dio".

Il cardinale conclude la lettera citando alcune parole del vescovo "santo" don Tonino Bello, che affidava alla Vergine il dono della "comunione" familiare. Sono parole, scrive Bassetti, "che certamente conoscete, ma che risuonano sempre fresche, nuove e di una tenerezza disarmante… Questa comunione te la chiediamo (rivolgendosi a Maria, ndr) per la nostra santa Chiesa perusina-pievese, che non sembra estranea alle lusinghe della frammentazione, del parrocchialismo e della chiusura nei perimetri segnati dall’ombra del campanile. Te la chiediamo per le nostre famiglie, perché il dialogo, l’amore crocefisso, le rendano luoghi di crescita umana e spirituale. Te la chiediamo per tutta l’umanità: liberala dalla pandemia del virus e del cuore, perché la solidarietà fra i popoli venga riscoperta come l’unico imperativo etico con cui fondare la convivenza".

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