La Corte dei conti avverte la giunta Romizi: milioni mai riscossi. Il Pd: "Fallimento". Bertinelli: "I numeri dicono altro"

Opposizione scatenata, il Pd: descrizione di un fallimento totale. La replica dell'assessore Bertinelli: le lentezze nella riscossione frutto della crisi economica e sulle anticipazione abbiamo chiuso in attivo

La Sezione di controllo della Corte dei conti analizza il bilancio del Comune di Perugia e individua delle criticità che potrebbero influire sulla prossima gestione economico-finanziaria.

Per i giudici contabili i residui attivi, cioè la differenza tra quanto il Comune dovrebbe incassare per il pagamento dei rifiuti, le multe stradali e altri oneri, e quanto realmente riesce ad incassare, si attestano sulla cifra di 140 milioni di euro e rotti. Soldi che vanno recuperati, altrimenti si rischia di dover tagliare sulle spese vivi, cioè i servizi.

L’opposizione attacca tramite il Pd e Giubilei: fallimento delle politiche della giunta Romizi. Risponde l’assessore al Bilancio, Cristina Bertinelli: “I numeri dicono anche altre cose. Le difficoltà di riscossione sono il frutto anche della crisi economica che ha colpito famiglie e aziende e sono un lascito delle amministrazioni passate”. Come le multe stradali risalente “al 2013 e agli anni precedenti” scrivono i giudici contabili, i quali valutano “positivamente il generale miglioramento della situazione finanziaria”, anche se “le misure non hanno ancora prodotto gli effetti sperati”.

Fronte Tari, tariffa sui rifiuti, con riferimento agli anni 2014-16: hanno aderito alla definizione agevolata 3.361 cittadini, per un ammontare di 2 milioni e 700mila euro, appena il 15% dell’ammontare dei pagamenti richiesti da Gesenu (18 milioni e 259mila euro). In termini di riscossione il dato è ancora più basso: 647mila euro. Il Comune pensava di incassare 25 milioni (48 milioni in totale tornando indietro fino al 2013).

La vendita degli immobili di edilizia residenziale pubblica non ha dato ancora frutti, ma “dovrebbe concretizzarsi nel 2019”.

La vendita degli immobili per un valore di 9 milioni di euro ha registrato un incasso di 800mila euro derivante dall’alienazione di 5 immobili. Oltre 3 milioni di euro dovrebbero venire dalla vendita all’Asl 1 di un immobile, ma la momento la procedura di vendita è ferma in quanto la Regione Umbria non ha ancora autorizzato la spesa.

Le quote della società Minimetrò, invece, devono ancora essere quantificate tramite una perizia non ancora depositata. Per l'aeroporto, invece, visto l'andamento dei bilanci della Sase si può soprassedere.

Nella relazione della Corte dei conti, riferita alla situazione economica al 31 dicembre del 2018, si fa un lungo elenco delle voci sulle quali intervenire. In primo luogo quella dall’anticipazione di cassa. Il Comune per far fronte ai pagamenti ha fatto ricorso alle anticipazioni di cassa, sulle quali si pagano interessi, aumentando l’ammontare delle voci di spesa. La Corte dei conti “consiglia” di limitare questo escamotage.

Per l’opposizione si tratterebbe di un altro fallimento della giunta Romizi con i “magistrati contabili che puntano il dito soprattutto sul fondo cassa pari a zero”, cioè “un vero e proprio mutuo ‘atipico’ destinato a finanziare la spesa corrente”.

Replica dell’assessore al bilancio: “Sul fronte delle anticipazioni di cassa la giunta ha recuperato, solo nell’ultimo anno, 1 milione e 300mila euro, chiudendo con un saldo positivo. Cosa che non accadeva dal 2012. E negli otto mesi del 2019 la situazione è ulteriormente migliorata”. La quota accantonata, inoltre, è passata dai 53 milioni del 2014 ai 96 del 2018. Anche se la Corte dei conti consiglia di incrementare tale fondo di garanzia ad almeno 99 milioni di euro.

Sul bilancio comunale, inoltre, hanno pesato gli aumenti dei costi del personale (adeguamento contratti, premi produzione, il servizio di igiene urbana, il milione e 200mila euro a fondo perduto per ripianare il “buco” di bilancio degli anni passati, gli interessi e le perdite degli swap sottoscritti nel 2006) e su questi capitoli di spesa la Corte dei conti ha chiesto degli aggiornamenti.

In conclusione la Corte dei conti “prende atto dei risultati raggiunti al 31 dicembre 2018 … con l’avvertenza che le attività poste in essere e le misure adottate, continueranno a formare oggetto di costante monitoraggio”, ma che “allo stato attuale” sono riconosciute come “parzialmente idonee” le misure prese. I giudici contabili invitano l’amministrazione comunale a “proseguire nell’attività di risanamento degli equilibri di cassa” soprattutto tenendo d’occhio “i residui di elevata anzianità” perché “rappresentano un forte elemento di criticità sugli equilibri futuri di bilancio”.

Sul bilancio, infine, pesa anche la rottamazione dei debiti fino a mille euro per le cartelle dal 2000 al 2010.

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