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Sabato, 18 Maggio 2024
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Difese d'ufficio, la "rivoluzione" del settore parte da Perugia con le proposte dell'Adu

L’associazione difensori di ufficio di Perugia interviene sulla questione dei procedimenti “abbandonati”

L’associazione difensori di ufficio di Perugia interviene sulla questione dei procedimenti “abbandonati”, cioè quelli celebrati senza l’avvocato titolare e affidati al legale che svolge il suo turno d’ufficio.

In una nota l’ADU Perugia, nata per farsi portavoce degli interessi dei difensori d’ufficio iscritti nell’albo, ricorda che “complice anche l’emergenza Covid, era stato demandato il compito, non previsto peraltro dal codice di rito, di garantire il corretto svolgimento delle udienze, facendosi carico di escutere testi per procedimenti di cui a volte neanche conosce l’oggetto, di discutere cause che con evidenza possono comportare una privazione della libertà personale di imputati che non conosce, esponendosi anche a gravi responsabilità”.

Al difensore d’ufficio spettava anche “dare comunicazione dei rinvii, di rendicontare l’attività di udienza svolta e in caso di condanna dell’imputato, in difetto di riscontro, di impugnare sentenze di soggetti che mai ha conosciuto” a seguito di nomina in udienza.

L’associazione vuole sottolineare la garanzia “del diritto di difesa e quindi che ciascun indagato, imputato, condannato, abbia una adeguata assistenza tecnica da un difensore cui ha conferito mandato o che gli sia stato assegnato dallo Stato non avendone egli nominato alcuno”, ma che a fronte di tutto questo la statistica degli abbandoni di difesa è sotto gli occhi di tutti quelli che frequentano quotidianamente le aule di giustizia.

Il difensore d’aula garantisce lo svolgimento dei processi così come previsti dal ruolo: “ciò ha comportato che, almeno in un episodio, sia stato celebrato un processo senza prendere coscienza che l’avvocato titolare era morto nelle more della trattazione della causa, portata avanti dai difensori di turno” ricorda l’Adu.

Secondo l’associazione “diventa imprescindibile dare comunicazione al difensore titolare della trattazione del procedimento, attività prodromica che serve anche a scongiurare che l’avvocato abbia omesso di presenziare perché non memore della data udienza – si legge nella nota - Ad avviso dell’ADU Perugia la comunicazione dovrà essere effettuata dalla Cancelleria del Tribunale a mezzo pec con invio del relativo verbale di udienza al difensore titolare”. Mentre i rinvii saranno effettuati da un avvocato prontamente reperibile senza che sia necessaria la presenza del difensore assegnato all’aula. 

Se all’udienza successiva l’avvocato titolare dovesse essere nuovamente non presente senza addurre legittimo impedimento o senza aver nominato un proprio sostituto processuale, il giudice dovrà inviare segnalazione all’Ordine e il difensore di turno presente in aula non dovrà dare alcuna comunicazione della data di rinvio del procedimento che sarà ad esclusivo carico della Cancelleria.

L’avvocato assegnato a ciascuna aula di udienza non deve essere tenuto a presenziare in aula all’inizio della celebrazione dei processi, ma solo ad essere reperibile in 15 minuti, garantendo un collegamento alla rete per permettere al difensore di poter lavorare “visto l’attuale protrarsi dell’orario di reperibilità”.

Tra le altre proposte quella della lettura del dispositivo da parte del giudice immediatamente dopo la discussione finale e di non accorpare più di tre dispositivi per volta. Dispositivo che potrà essere letto anche in assenza del difensore, che recupererà l’atto in cancelleria il giorno successivo.

Laddove la trattazione del procedimento avvenga con un difensore d’ufficio, infine, dovrà essergli concesso un adeguato termine per lo studio del fascicolo per garantire l’effettività della difesa tecnica.

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