Carità e giovani, il nuovo vescovo ausiliare di Perugia si presenta. Solenne ingresso in diocesi il 5 maggio

Domenica 31 marzo l'ordinazione episcopale nella cattedrale di Arezzo di monsignor Marco Salvi. Le sue priorità: i giovani e il sociale

"La realtà Perugina che sto incontrando è una realtà ricca, vivace e piena di iniziativa, anche complessa, con risorse umane interessanti che poi sono la vera ricchezza di una Chiesa". A dirlo a pochi giorni dalla sua ordinazione episcopale è don Marco Salvi, attuale parroco di Anghiari (Ar), nominato da papa Francesco, il 15 febbraio scorso, vescovo titolare di Termini Imerese e vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Domenica 31 marzo, alle ore 17, nella cattedrale di Arezzo sarà consacrato vescovo per l’imposizione delle mani dei cardinali Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, e Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, e dell’arcivescovo mons. Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Concelebreranno diversi presuli toscani, umbri e di altre regioni, oltre a numerosi sacerdoti anche perugino-pievesi.

Le “prime conoscenze”. Dall’annuncio della sua nomina a vescovo ausiliare, mons. Salvi ha avuto già modo di fare le sue “prime conoscenze” della Chiesa perugino-pievese, in attesa del suo arrivo “ufficiale” domenica 5 maggio. E’ stato accolto anche dai suoi confratelli vescovi umbri, nella riunione mensile di marzo della Ceu, designandolo loro segretario e affidandogli la presidenza della rete museale ecclesiale umbra.

Il 31 marzo ad Arezzo. Il 31 marzo sarà un giorno di festa e di immensa gioia e gratitudine al Signore per entrambe le comunità diocesane, Perugia e Arezzo. Dal capoluogo umbro parteciperà una nutrita delegazione di fedeli.

Il 5 maggio a Perugia. Mons. Salvi sarà presentato ufficialmente alla comunità diocesana da parte del cardinale Bassetti domenica 5 maggio, nella cattedrale di San Lorenzo, durante la concelebrazione eucaristica in cui la Chiesa perugino-pievese saluterà il suo figlio mons. Paolo Giulietti, già vescovo ausiliare, chiamato dal Papa alla guida dell’Arcidiocesi di Lucca.

L’augurio pasquale. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e l’augurio che mons. Salvi rivolge alla comunità diocesana perugino-pievese, nell’attesa di abbracciarla idealmente tutta il 5 maggio in San Lorenzo, "è che la Pasqua di Cristo sia per tutti il trionfo della vita nuova che nasce da quel sepolcro vuoto, ma che ancora oggi Cristo vivo è operante in mezzo a noi".

“Carità è cultura”, un binomio inscindibile. "Credo che la fede investe ogni flessione e ogni ambito della vita umana – commenta mons. Salvi – La fede diventa così sorgente di cultura e di una cultura nuova, altrimenti la fede non si incarna. Giovanni Paolo II disse: 'una fede che non diventa cultura sarebbe una fede non pienamente accolta, non fedelmente vissuta'. Per questo carità e cultura è un binomio inscindibile che dà consistenza all’esperienza di amore della fede".

Priorità pastorali: giovani e “scarti della società”. Mons. Salvi è un architetto-ingegnere e il suo rapporto sarà “privilegiato” con la cultura che esprime la città di Perugia attraverso le sue due Università e le sue diverse Istituzioni culturali. Ma il suo animo è molto giovane, anche per essere stato per anni docente di Storia dell’arte nei licei aretini, a diretto contatto con i ragazzi, pertanto anche il mondo giovanile sarà da lui molto seguito. Ma gli ultimi, gli “scarti della società” come li chiama papa Francesco, avranno priorità pastorale e sociale per l’uomo e per il pastore mons. Marco Salvi in una comunità diocesana particolarmente sensibile alle opere di carità.

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