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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Casa Museo degli Oddi: il palazzo in via dei Priori che racchiude la storia di Perugia e di una famiglia che ne cambiò le sorti

Alla scoperta della famiglia degli Oddi guidati da Sofia Brogioni per Gran Tour Perugia

È una storia di potere, una dinamica familiare, ma anche il racconto di una Perugia che cambia e resta uguale a se stessa. È la storia di un grande palazzo bianco con portone e finestre verdi, ma anche il racconto di due donne grazie alle quali oggi è ancora possibile immergersi nella storia. È la casa museo degli Oddi, l’antica casata perugina che a lungo combatté contro la famiglia Baglioni per ottenere il potere in città. 

Ad aprire quel verde varco, che affaccia su via dei Priori, ci sono Elisa Giulietti e Sofia Brogioni, le incredibili guide di Gran Tour Perugia che per l’occasione hanno preparato un viaggio nel passato dove niente è stato lasciato al caso. 
La struttura risale alla metà del 500 e proprio nelle sue stanze venne girato parte di “Luisa Spagnoli” lo sceneggiato Rai del 2016. 

Gli affreschi del grande salone, che subito accoglie i visitatori, raffigurano le vicende della famiglia che si insediò in città dall’alto medioevo. Qui si riscopre la famosa guerra del sale scoppiata nel 1540 quando i perugini si ribellarono a papa Paolo III per via dell’incentivo della tassa sul sale. 

I degli Oddi combatterono per conto del Papa in quanto guelfi e i Baglioni presero le parti dei cittadini in quanto ghibellini. Con la vittoria del papato la città cambiò e perse tutte le sue torri gentilizie il cui materiale fu utilizzato per la costruzione della Rocca Paolina. L’unica torre rimasta è quella degli Sciri nel quartiere Porta Santa Susanna dove i degli Oddi avevano grande potere, l’architettura della città perciò cambiò e perse la denominazione di “turrita”.

Dal giardino del palazzo si percepisce un’altra trasformazione di Perugia, che risale però a tempi più recenti. Quello che vediamo oggi è lo stesso giardino progettato da colui che acquistò il terreno a metà dell’ottocento, Francesco Maria degli Oddi. In passato era molto più grande, ora rimane solo una piccola area perché tutto il resto venne modificato per costruire le scale mobili del Pellini. La famiglia lottò molto contro il progetto ma l’innovazione ebbe la meglio sull’otium tipico di ogni parco. 

È la dottoressa Sofia Brogioni a guidare il pubblico fra gli appartamenti della famiglia, a far notare piccoli dettagli invisibili ai non esperti e ad aprire ogni stanza come se fosse un vaso di Pandora. Il suo più che un tour è una vera e propria messa in scena, uno spettacolo teatrale che ha lasciato tutti a bocca aperta. 

Casa Museo degli Oddi

Gli appartamenti sono due. Quello buono, dove venivano ricevuti gli ospiti, colmo di opere d’arte, pavimenti in stile veneziano e una camera da letto che sembra uscita da un film di Stanley Kubrick. L’altro appartamento, quello più spartano che affacciava sulla campagna, è dove la famiglia viveva le sue giornate a riparo dal trambusto di via dei Priori. 

La dimora conserva ancora oggi i mobili, il corredo, gli oggetti d’uso quotidiano del tempo. Come racconta Brogioni è rimasto tutto immutato per merito di due donne della famiglia che volevano che la casa diventasse un museo aperto a tutti i cittadini. 

La prima è Maria Vittoria degli Oddi, una studiosa, una donna lungimirante che come la scrittrice Virginia Woolf aveva capito di aver bisogno di “Una stanza tutta per se”. Quella piccola e misteriosa camera le fu concessa dal padre ed è ancora oggi nascosta, al riparo da sguardi superficiali, nell’appartamento spartano. 

Vittoria morì in questi ambienti nel 1942 e lasciò tutto in eredità alla sua vispa nipote, Barbara Marini Clarelli Santi, che chiuse a chiave il palazzo e solo quando mori, nel 2007, lasciò tutto al Comune di Perugia. Ogni cosa era ed è al suo posto, tutto in perfette condizioni, tutto intonso e immacolato, chiudendo quelle stanze Barbara riuscì a fermare il tempo che passa.

Al termine della visita, dove non tutti i dettagli sono stati illustrati in questo racconto, dal pubblico è arrivato un incredibile entusiasmo per Sofia Brogioni, che ha intrattenuto per più di un’ora visitatori ammaliati dalle sue parole. Una signora ha voluto perfino porgere altri soldi, oltre quelli del biglietto già pagato, alla giovane guida che con educazione e gentilezza ha respinto quello che è stato comunque un bel gesto, un ulteriore riconoscimento e gratitudine per il suo lavoro che ha portato alla scoperta di vecchi e nuovi mondi perugini. 

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