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PERUGINERIE Quando il grande Edoardo assaggiò, e lodò, la torta al testo

Spigolatura perugina emersa dal colloquio con un conoscitore del grande drammaturgo partenopeo

Era l’anno del secondo mandato con Raffaele Rossi, ci ricorda il latinista Enzo Coli, illustre studioso di Properzio. Assessore alla cultura del Comune di Perugia, appunto, il professor Enzo Coli, socialista.

Una delega svolta con impegno e competenza.

Tanto che si videro, fra i travertini della Vetusta, personaggi memorabili del milieu intellettuale e artistico nazionale.

Tra loro il drammaturgo-attore-regista Eduardo De Filippo che fu dal Coli ricevuto in Sala Rossa e ufficialmente omaggiato dalle autorità comunali e dall’intera città.

Tanto che pare si sia fermato per qualche giorno, affascinato da cultura, lingua e tradizione della Patria d’Euliste.

Una curiosità risiede nell’assaggio della torta al testo, che Eduardo credeva fosse un dolce. Si dice che l'avesse mangiata al ristorante La Botte. La lodò in un verso scritto nel suo diario. Accennando anche a un’espressione perugina.

Ora, del ricevimento a Palazzo dei Priori c’è la foto. Che l’amico Enzo si è impegnato a ricercare.

Quanto alla questione della torta al testo e della citazione in perugino, aspetto la testimonianza da un dipendente dell’Onaosi, “eduardologo”, che mi ha promesso la relativa documentazione.

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