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Dalle scie chimiche a Beppe Grillo, passando per Machiavelli: congiure e complotti

“Isola del libro” di Italo Marri, Hotel Kursaal di Passignano sul Trasimeno: presentazione del volume di Alessandro Campi e Leonardo Varasano ,“Congiure e complotti. Da Machiavelli a Beppe Grillo”

“Isola del libro” di Italo Marri, Hotel Kursaal di Passignano sul Trasimeno: presentazione del volume di Alessandro Campi e Leonardo Varasano ,“Congiure e complotti. Da Machiavelli a Beppe Grillo”. Una silloge di diversi contributi, preceduti da una vasta e interessante introduzione, assai utile a inquadrare il volume. Che contiene saggi, in qualche caso già apparsi in riviste di settore, ma integrati e ampliati.

Oltre a scritti dei due curatori, il libro (edito da Rubbettino)  porta testi di Richard Hofstadter, Raoul Girardet, Roberto Valle, Valter Coralluzzo. L’opera è gradevole e rigorosa, si legge d’un fiato. A Passignano, la introduce la storica Erminia Irace, studiosa di vasti interessi e generosa cultura. Più che di “teorie del complotto”, si dovrebbe parlare di “immaginario complottista”, in quanto, spiega Campi: “Dinanzi a fatti sconvolgenti o cambiamento troppo bruschi e difficilmente spiegabili, la paura spinge a ridurre la complessità del reale, trovando un capro espiatorio, un escamotage che spiega tutto”.

Da Machiavelli (di cui Campi si è ampiamente occupato) alla contemporaneità, è tutto un rincorrersi di colpi di mano e macchinazioni. “Ma occorre distinguere tra congiura (spesso reale) e complotto (non di rado immaginato), sul piano storico e analitico. L’Italia  è un caso esemplare di mentalità complottista oggi dominante”.

Leonardo Varasano, studioso di politica e presidente del consiglio comunale in Sala del Malconsiglio, scrive: “Nella cultura profonda degli italiani, c’è senza dubbio la propensione alla cospirazione, la tendenza a scorgere complotti in ogni dove… l’abitudine al retroscenismo”. E osserva: “Attraente e suggestivo più di qualsiasi prova, il sospetto complottista impera e pervade da tempo il costume italiano. Le ricostruzioni logiche, ancorché complicate, non soddisfano. Il dubbio e l’equivoco risultano più appaganti…”.

Alessandro Campi, citando esempi di complottismo (scie chimiche, torri gemelle, morte di Bin Laden…)  suscita più d’una risata. Perché, ogni tanto, fa bene anche ridere di se stessi.

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