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Perugina, tutto rinviato a novembre: "Nestlé ha finalmente vacillato"

Tavolo al ministero per la vertenza, sciopero davanti ai cancelli: incubo 364 esuberi

Dentro o fuori. Oggi è il giorno della resa dei conti per la Perugina. Incontro al ministero dello Sviluppo Economico tra governo (rappresentato dal viceministro Bellanova), sindacati, istituzioni e Nestlé e sciopero a San Sisto.

Sul tavolo un incubo da esorcizzare: qualcosa come 364 esuberi nello stabilimento di Perugia, tra operai e personale amministrativo. In poche parole: è il giorno decisivo. 

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Sciopero e presidio - Sindacati, lavoratori ed esponenti del mondo politico umbro da stamattina alle 5 hanno dato vita ad un presidio fuori dai cancelli della fabbrica a San Sisto. Alle 10 la parte centrale della manifestazione, con un palco per gli interventi. Per i social è stato creato l'hashtag #IoDifendoLaPerugina. Per domani, giovedì 28 settembre, i sindacati hanno già convocato le assemblee dei dipendenti.  


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Il Pd dell'Umbria: "Serve una mobilitazione cittadina" -  “Sono stato davanti ai cancelli della Perugina, stamattina, per ribadire l'impegno mio e di tutto il Partito Democratico al fianco dei lavoratori e dei loro rappresentanti oltre che delle istituzioni in difesa dell'occupazione e a sostegno di una visione strategica per la città e per la regione che vede nello stabilimento di San Sisto un elemento imprescindibile”.
Così, in una nota, il segretario regionale Pd Giacomo Leonelli, che aggiunge: “La soluzione non può essere quella di un ricollocamento degli esuberi in altre realtà in via di definizione sul territorio, che devono, invece, rappresentare un'occasione per una generazione, quella dei giovani e dei giovanissimi, tagliata fuori dal mondo del lavoro, come abbiamo ricordato anche in occasione della nostra assemblea programmatica qualche settimana fa a Castiglione del Lago”.

“La vertenza Perugina – inoltre – non è solo una questione occupazionale, ma riguarda, soprattutto, una visione strategica per Perugia e per l'Umbria. Non possiamo, dunque, lasciare che la battaglia resti una battaglia solo sindacale, ma dobbiamo sentirci tutti chiamati in causa: la politica e le istituzioni, ma anche i cittadini, le forze studentesche, le realtà associative. L'auspicio è che tutta la città sia pronta a sostenere una mobilitazione straordinaria e fondamentale per il futuro delle nostre comunità; evidentemente le istituzioni da sole non bastano, soprattutto quando si fa assordante – e assolutamente da stigmatizzare - l'assenza della maggioranza al governo di Perugia al presidio organizzato oggi davanti ai cancelli della fabbrica”. “Dobbiamo tutti – conclude Leonelli – difendere la Perugina”. 

"Siamo ancora lontani" -  “Un incontro interlocutorio quello che si è svolto oggi al Mise. Tuttavia grazie alla grande mobilitazione dei lavoratori, di politica, istituzioni e società civile locale, per la prima volta l’atteggiamento monolitico dell’azienda ha vacillato. Per la prima volta non sono stati rimessi sul tavolo i numeri degli esuberi”. Parole di Mauro Macchiesi, Segretario nazionale Flai Cgil, al termine dell’incontro al Mise. “Nel merito siamo ancora lontani da una soluzione, ma abbiamo apprezzato la disponibilità di Ministero e Regione a mettere risorse sul Piano industriale per implementare sviluppo e ricerca. Chiederemo un tavolo di confronto presso Confindustria Umbria e seguitiamo a mantenere alta l’attenzione su tutto il Gruppo Nestle’. Ci auguriamo da queste ore - conclude Macchiesi- di poter ragionare su altro che non siano gli esuberi e speriamo che l’azienda colga l’invito del Viceministro Bellanova a non procedere con azioni unilaterali”. Oggi è stato fissato per il 9 novembre un prossimo incontro al Mise. Al momento, però, le posizioni rimangono congelate: i sindacati hanno chiesto un dietrofront all'azienda, Nestlé ha ribadito l'intenzione a mantenere gli impegni presi nell'accordo siglato nell'aprile 2016. La viceministro Bellanova, invece, ha chiesto per sei mesi un impegno congiunto alle parti sul piano industriale, da verificare ogni 60 giorni. 

Nestlé: "Confermiamo il piano di investimenti". Non un passo indietro. "Gli investimenti da 60 milioni per l’ammodernamento della fabbrica e lo sviluppo di Perugina in Italia e all’estero con l’export di Baci come simbolo del Made in Italy sono stati tutti confermati. Le accuse di inadempienza o di ripensamenti rivolte all’azienda sono stati pertanto totalmente smentiti in sede ministeriale. Per quanto riguarda la gestione responsabile degli esuberi  che, come già annunciato, si determineranno con la fine della cassa integrazione, per scongiurare il rischio licenziamenti cogliamo favorevolmente l’invito del Vice Ministro Bellanova a impostare il dialogo ripartendo dagli impegni sottoscritti presso il Ministero del Lavoro l’11 gennaio 2017: confronto su eventuali modifiche dell’organizzazione del lavoro nonché percorsi di formazione e riconversione professionali per favorire la continuità occupazionale o la ricollocazione dei lavoratori coinvolti. Siamo convinti che il piano presentato nel 2016 per il rilancio del sito perugino e per il suo sviluppo sostenibile, rappresenti la miglior scelta per prenderci cura del business e delle nostre persone”, ha dichiarato Massimo Ferro, Corporate Strategy Director di Nestlé. “Il Gruppo Nestlé due anni fa ha definito gli investimenti e il tempo per fare di Perugina un hub internazionale per la produzione di cioccolato premium. Già ora il 40% dei volumi di San Sisto dipendono dalle commesse delle altre consociate europee. Con l’aiuto di tutti, vogliamo perseguire l’obbiettivo di dare un futuro sostenibile allo stabilimento di Perugia”, ha concluso Massimo Ferro.

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