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Violentata dallo zio e dagli amici, la madre sapeva, ma non è intervenuta: condannati

La ragazzina si era confidata con il padre. I giudici del Tribunale di Perugia hanno stabilito anche il pagamento di una provvisionale a favore della vittima

Tradita e venduta dalla madre e violentata dallo zio e da due suoi amici. È la storia di una bambina a 13 anni vittima della violenza degli adulti. Per quelle violenze sono stati condannati lo zio della ragazzina a 7 anni di reclusione, la madre a 5 anni e 6 mesi, un uomo a 5 anni e 3 mesi, assolto un secondo uomo con formula piena (gli imputati erano difesi dagli avvocati Gioia Antonielli, Anna Maria Tempesta e Barbara Romoli). Il padre della ragazza si era costituito parte civile tramite l'avvocato Alessandro Ciglioni. La notizia è riportata dai quotidiani locali.

Secondo l'accusa lo zio della bambina avrebbe utilizzato la frequentazione casalinga per intrattenersi da solo con la minore. Nei momenti in cui era in compagnia della nipote, sempre secondo l'accusa, l'uomo avrebbe approfittato sessualmente della piccola. Comportamenti scorretti che non sarebbero sfuggiti alla madre della bambina, ma contro i quali non avrebbe detto nulla. Anzi, secondo l'accusa, la donna pur sapendo non si sarebbe opposta a questo rapporto. E non l'avrebbe fatto neppure quando lo zio ha portato a casa della bambina due amici, i quali si sarebbero intrattenuti con la bambina.

La vicenda era emersa solo quando la ragazzina si era confidata con il padre adottivo, raccontando di come lo zio dormisse con lei e la madre non facesse nulla per impedire la cosa.

I giudici del collegio del Tribunale di Perugia hanno riconosciuto alla ragazzina una provvisionale di 25 mila euro e al padre di 10 mila euro.

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