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"Cari amici cinofili, non possiamo più darvi gli scarti della carne: lo vieta la legge". Ecco la risposta fornita dalla Coop

“La legislazione in materia di alimentazione animale è molto severa e vieta di cedere, anche a titolo gratuito, scarti di origine animale perché potenzialmente rischiosi

Ecco la risposta fornita dalla Coop al nostro lettore Giuliano Cianelli che si era lamentato circa l’interruzione del servizio di donazione, per alimentazione animale, degli scarti di lavorazione delle carni. Nella missiva di risposta si sottolinea che “La legislazione in materia di alimentazione animale è molto severa e vieta di  cedere, anche a titolo gratuito, scarti di origine animale perché potenzialmente rischiosi”. Prosegue: “Dal 2017, dopo l’approvazione della legge 166 dell’agosto 2016 detta “antispreco”, abbiamo potuto allargare sia la tipologia di merce da cedere che le associazioni a cui poterle donare. Questa legge, per la prima volta,  ha dato la possibilità di  cedere gratuitamente alimenti  ad enti e associazioni di beneficienza e solidarietà non solo rivolte agli uomini, ma anche agli animali”.

Insomma: la merce non più vendibile può essere ceduta “non solo alle ONLUS, ma anche ad enti pubblici o privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e
solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà, promuovono e realizzano attività d’interesse generale, anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale”. Prima le persone e poi le bestie. Si dice infatti: “La  donazione di eccedenze alimentari, idonee al consumo umano, deve seguire il principio di  priorità per le  persone indigenti e poi anche per il sostegno vitale di animali”.

Quali le conseguenze? “In seguito a queste novità, abbiamo aggiornato le nostre regole ed oggi possiamo donare, seguendo quanto  previsto dalla legge,  anche a canili e gattili, sia pubblici che privati, attraverso apposite convenzioni”. E per i singoli privati, purtroppo, non c’è ciccia per cani, perché: “Resta il divieto, non interno alla Cooperativa, ma delle leggi dello Stato,  di cedere eccedenze alimentari, ed in particolare gli  scarti di lavorazione, a privati cittadini”. Ma che fine fanno quegli scarti? Dato che “costituiscono una potenziale fonte di rischio per la salute pubblica e degli animali (regolamento europeo, CE, 1069 del 2009), gli scarti di origine animale devono essere ritirati solo ed esclusivamente da aziende appositamente autorizzate”.

Dunque, nessun legittimo appunto al comportamento dei dipendenti Coop di Fontivegge i quali sbagliavano prima (s’intende, per umanità) ma ora – negando gli scarti – stanno facendo
un’azione corretta. Essendo, appunto, vietato il comportamento contrario. Inutile dire che il lettore Giuliano Cianelli si dichiara completamente insoddisfatto della risposta. E
commenta: “Come si spiega, allora, che altri negozi continuano a fare questo tipo di donazione… senza tante manfrine?”. Semplice non rispettano la normativa. E questo non va bene.

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