Cronaca

Coronavirus, quante assunzioni per potenziare la macchina sanitaria umbra? "Al momento 422"

Non bastano nuovi posti letto e strutture, se poi non c'è il personale. Il punto anche sui contagi in ospedale tra medici, Oss e infermieri

Si parla tanto di posti letto, di terapie intesive, ospedali da campo e Covid Hotel per dare una speranza, un posto ai malati della seconda ondata di coronavirus in Umbria. Giusto, giustissimo. Ma come più volte ribadito dai sindacati e dai manager delle aziende ospedaliere per curare i pazienti serve un maggiore numero di medici, infermieri e Oss. Questo è uno dei nodi fondamentali. L'opposizione ha chiesto ufficialmente di stabilizzare i precari, far scorrere le graduatorie aperte e assumere specialisti. Ma soprattutto per quest'ultimi la situazione è drammaticamente complicata: sono pochi e pochissimi quelli liberi. Un gap professionale che va avanti da anni. 

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Ma quante assunzioni sono state fatte in Umbria in chiave anti-pandemia? I dati sono stati forniti dal dirigente regionale sanità e welfare Claudio Dario: da marzo a oggi sono state reclutate 422 unità per il potenziamento del personale sanitario, tra cui 178 medici, 127 infermieri, 46 OSS, 29 unità per il contact tracing, mentre le Usca attive in Umbria sono 15, (8 operative nel territorio dell’Usl1 dove sono in fase di attivazione altre 2, 7 nell’Usl2), nel complesso sono impegnati 83 medici. Basteranno? Altri concorsi e altri bandi sono aperti. Sul fronte dei contagio il 2.97 per cento del personale sanitario (408) è risultato positivo (su oltre 13mila dipendenti), mentre i guariti sono 103. 

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