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Coronavirus, ospedali con scorte di sangue al minimo: "A breve scatta stato di emergenza"

Il bilancio dell'Avis Umbria che ammette una situazione molto difficile. Servono almeno 40 donatori al giorno

Nel momento più difficile della pandemia da Coronavirus - record di positivi, oltre 260 in Umbria nelle ultime 24 ore - suona in maniera drammatica anche l'allarme per un fattore cruciale per la nostra sicurezza e per far funzionare al meglio gli ospedali: le scorte di sangue, sono ai minimi storici ed è prossima a scattare l'emergenza.

"Le disponibilità - hanno spiegato da Avis Umbria - sono inferiori alle soglie minime indicate dai servizi ospedalieri e, se persiste questo andamento, a breve potrebbero verificarsi stati di emergenza. Da qualche tempo si raccoglie meno di quanto i servizi consumano per dare una efficace assistenza a quanti ne hanno bisogno. Occorre un incontro urgente con l'assessore regionale Coletto per concordare le strategie di intervento capaci di invertire l’andamento: occorrerebbero 40 donatori in più al giorno. Lo stato attuale della pandemia non facilita la soluzione del problema, ma è troppo urgente per rinunciare ad una rinnovata azione organizzativa e gestionale dei Servizi".

La situazione rischia di essere ancora più complicata con l'eventuale - ma appare certo - ritorno dell’ospedale della Media Valle del Tevere a centro degenti Covid come nel recente passato e, conseguentemente, "verrà chiuso il Punto di Raccolta Fisso al quale afferiscono centinaia di donatori che dovranno recarsi in altre sedi per donare".

L’Avis ha rinnovato l’invito ai propri donatori periodici perché continuino il delicato servizio di volontariato con consapevolezza e responsabilità per non far mancare agli ospedali una risorsa vitale quale è il sangue e suoi componenti. "A quanti non sono ancora donatori, e sono nelle condizioni di farlo, è rivolto un invito ad effettuare la scelta di diventarlo: la donazione di sangue è una scelta di vita ed un progetto di salute. Più donazioni, più sicurezza per tutti".

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