Si susseguono le scorribande dei cinghiali: campi distrutti e mesi di lavoro persi. La rabbia degli agricoltori

La giunta della Coldiretti Umbria ha annunciato l’apertura di uno stato di mobilitazione per l’emergenza dei danni da fauna selvatica in agricoltura

 Gli agricoltori dell'Umbria sono in stato di agitazione, pronti a mettere in campo forme di protesta, per via della grave emergenza dei danni da fauna selvatica in agricoltura, causati in particolare dai cinghiali.  Le scorribande dei cinghiali anche in gruppi di decine di esemplari, secondo Coldiretti, sistanno sempre più moltiplicando: in questi giorni su grano, girasole, orzo, mais, con campi distrutti e mesi di lavoro persi. "Un problema annoso - è stato sottolineato più volte nel corso dei lavori - che sta “uccidendo” l’agricoltura in tutto il territorio regionale, in un periodo già a dir poco complicato a causa dell’emergenza coronavirus".

La decisione di aprire uno stato di mobilitazione che da il via ad una serie di iniziative deriva dal fatto che tante attività agricole sono vicine al default, con la frustrazione che sta spingendo gli agricoltori a non segnalare nemmeno più i danni.

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"Vanno adottate - ha affermato Agabiti di Coldiretti - tutte le azioni possibili per arginare una volta per tutte una vera e propria emergenza economica e sociale: se quelle messe in campo non bastano, occorre moltiplicare gli sforzi, trovarne delle nuove. Nonostante i recenti ed apprezzabili sforzi della Regione, siamo di fronte ad un sistema di gestione della fauna selvatica che evidentemente ancora non funziona e che necessita di ulteriori “riforme”. Questo per non far pagare ogni giorno un conto salato alle aziende agricole, che non ne possono più di fare da “dispensa” per tanti animali selvatici nocivi, non autoctoni". Chiesto un incontro con l’Assessore regionale Morroni per chiarire e definire con gli ATC le procedure per gli interventi d’urgenza. 
 

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