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Summit terrorismo internazionale a Perugia: le linee guida degli esperti per arginare i rischi

Ai vertici dell'antiterrorismo di 5 Paesi Europei ospiti sono state due le domande poste: come giudicate il fenomeno del terrorismo nei vostri paesi (rischio reale o no); quali contromisure si possono adottare.

Un summit considerato molto positivo per lo scambio di informazione sulla lotta al terrorismo a livello cittadino. Ieri le polizie di ben cinque paesi europei, Italia, Francia, Portogallo, Olanda e Cipro si sono date appuntamento a Palazzo dei Priori per fare il punto sulla strategia salva-cittadini. 

Al microfono si sono alternati Andreas Symeou, polizia di Cipro e presidente del Consiglio Europeo Sindacati di Polizia (Cesp), Mariot Neofytous, polizia di Cipro e vicepresidente Cpa, Geert Priem, polizia olandese e segretario generale Cesp, Hans Schones, polizia olandese e segretario generale Anvp, Chantal Pons Mesouaki, polizia francese e segretario generale del Scsi, christophe Dumont, polizia francese e segretario nazionale del Scsi, Ricardo Valadas, presidente del sindacato dei funzionari di polizia giudiziaria del Portogallo, ed infine Riu Miranda, polizia portoghese e segretario generale del sindacato Asfic-pj. A coordinare l’incontro il giornalista Marco Brunacci.

L’iniziativa è stata organizzata dal N.O.S. (Nucleo Operativo di Sicurezza) -composto per l’area di Perugia da Michelangelo Felicioni e Franco Parlavecchio- struttura creata appositamente per cercare di diffondere una serie di buone pratiche che prevengano e diffondano una corretta cultura della sicurezza, in collaborazione con il S.I.U.L.P. sindacato di Polizia guidato da Massimo Pici, e con l’obiettivo di prevenire e incrementare la consapevolezza della cittadinanza. Presenti all’incontro anche il coordinatore regionale del Nos Daniele Pace, la prima dirigente della Questura di Perugia Valeria Pagano, i dirigenti del Siulp Erica Cecilia e Roberto Roscioli.

I paesi europei, loro malgrado, sono stati costretti a confrontarsi con una situazione molto difficile; la priorità, dunque, è capire come organizzarsi per affrontare l’emergenza e come reagire in maniera adeguata di fronte a fatti tanto gravi. L’U.E. ha cercato in questi anni di dettare nuove regole che forse l’Italia riuscirà a recepire più facilmente avendo già vissuto negli anni ’70-’80 una stagione di terrorismo, sconfitto con una legislazione d’emergenza.

Agli ospiti sono state due le domande poste: come giudicate il fenomeno del terrorismo nei vostri paesi (rischio reale o no); quali contromisure si possono adottare. Tutti i relatori hanno confermato che nei rispettivi paesi si sta svolgendo un’attenta attività di intelligence per cercare di prevenire i pericoli provenienti dal terrorismo. Per combattere questa piaga diffusa in tutti gli Stati è fondamentale la cooperazione internazionale e l’azione della polizia sul “campo”, perché è attraverso il rapporto diretto con le persone che si riescono ad ottenere informazioni utili per prevenire ogni possibile rischio. Ciò con un obiettivo specifico: evitare che i fondamentalismi dilaghino riuscendo con la paura a limitare la libertà degli individui.

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