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Si invaghisce di una studentessa e la perseguita, poi irrompe alla sua discussione di laurea e picchia il coinquilino: a processo

L'accusa per un 34enne è di stalking nei confronti di una giovane studentessa. In un'altra occasione, durante Umbria Jazz, l'avrebbe anche schiaffeggiata in mezzo alla strada. Ora è a processo

L'altra faccia dell'"amore". Quello violento, ossessivo, persecutorio. E' quanto accaduto a una giovane studentessa, trasferitasi a Perugia per intraprendere la carriera universitaria e una nuova vita e rimasta vittima delle persecuzioni e minacce di un 34enne, finito alla sbarra per stalking. I fatti contestati risalgono al 2014; la ragazza, a causa dei comportamenti ossessivi del ragazzo che si era inaghito di lei, sarebbe stata costretta a modificare le sue abitudini di vita, a rinunciare a lavorare in una pizzeria e a lasciare Perugia per non incontrarlo più. Vari gli episodi denunciati dalla ragazza e contestati dalla procura all'imputato, rinviato a giudizio per atti persecutori e attualmente a processo. La prima udienza si è aperta questa mattina dinanzi al giudice Cavedoni ma l'apertura dell'istruttoria dibattimentale è prevista al prossimo 25 ottobre, quando inizieranno ad essere escussi i primi testimoni. 

La vicenda prende piede dalle denunce della studentessa. Tra i due sarebbe nata un'amicizia, una frequentazione, ma poi tutto sarebbe precipitato a causa della gelosia folle del 34enne.  In un episodio, con la scusa di un saluto veloce, avrebbe sferrato un pugno contro il muro dentro casa della ragazza per poi scaraventarla sopra un armadietto di ferro procurandole ematomi su varie parti del corpo. Pochi mesi dopo, mentre stava discutendo la tesi di laurea all'università, avrebbe colpito con un pugno il coinquilino di lei e minacciato di "lasciarla stare". Nell'estate dello stesso anno invece, durante il periodo di Umbria Jazz, avrebbe preso a schiaffi la ragazza in mezzo alla strada, cagionandole, si legge nel capo d'imputazione, "trauma cranico minore non commotivo", oltre che a tempestarla di chiamate, sms e offese pesanti. Ora si è aperto il processo. L'imputato è difeso dall'avvocato Michele Nannarone.

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