Minacce e molestie a danno dei suoceri che proteggono la figlia e i nipoti da un padre violento, condannato

Telefonate, appostamenti, intrusioni dalla finestra, fioriere distrutte, tra i comportamenti denunciati. Due anni di reclusione per l'uomo giudicato con il rito abbreviato

Minacce e molestie ai suoceri hanno portato alla condanna a due anni di un italiano di 42 anni.

L’uomo, difeso dall’avvocato Michele Maria Amici, era accusato di aver molestato “sia con il mezzo del telefono che con appostamenti preordinati e pedinamenti e frequenti passaggi sotto la loro abitazione” i suoceri “tenendo comportamenti tali da cagionare loro un grave e perdurante stato d’ansia con conseguenze cliniche e da ingenerare negli stessi un fondato timore per l’incolumità propria e della propria figlia e dei loro nipoti”.

I due anziani avevano accolto in casa la figlia e i nipoti che “versavano in precarie condizioni economiche” e, a dire della figlia, costretti a subire “maltrattamenti da parte del marito che in frequente stato di alterazione, la minacciava, la schiaffeggiava, non collaborava né economicamente né materialmente alla gestione e dalle spese della vita domestica” oltre ad intraprendere una relazione extraconiugale.

Per questi comportamenti l’uomo era stato raggiunto dall’ammonimento da parte del questore di Perugia, ma continuava a passare avanti e indietro almeno tre volte al giorno davanti alla casa dei suoceri e arrivava a minacciarli: “vi do fuoco alla macchina”, “do fuoco alla casa con la benzina” oppure “ingiuriando e maledicendo in dialetto pugliese la coppia” costringendola a chiamare i carabinieri. Il suocero non dormiva più, mentre la suocera presentava un forte stato di stress con conseguenze a livello ematico.

Ancora, in altre occasioni “si presentava presso l’abitazione dando calci e pugni alla porta di ingresso, continuando a chiamare fino alle 6” della mattina, impedendo a tutti di chiudere occhio e minacciando i suoceri: “se la trovo l’ammazzo e poi voi perché me l’avete messa contro”, se trovo … l’ammazzo e poi porto via i figli con me”, alternando momenti di rabbia e di contrizione.

Una volta aveva rotto una finestra per entrare in casa, un’altra messo il piede in mezzo alla porta per non farla chiudere al suocero, strappato il cellulare dalle mani della suocera.

Tra la fissazione dell’udienza preliminare e la discussione si è presentato sotto casa dei suoceri, ha rovesciato le fioriere, ha schiamazzato e disturbato finché non sono arrivati i carabinieri e lo hanno arrestato. Oggi la condanna due anni con il rito abbreviato.

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