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Spaccio a Piazza Grimana e dintorni, tra 'nuovi arrivi' e studenti riconvertiti a pusher

“Credevamo di esserci liberati da questa piaga – dice una commerciante della zona – grazie alla robusta ripulita che ci confortava”. Ma poi cos’è accaduto? Perché la situazione è tornata come prima?

Lo spaccio a piazza Grimana e dintorni è ripartito alla grande e ormai è un fiume in piena.“Credevamo di esserci liberati da questa piaga – dice una commerciante della zona – grazie alla robusta ripulita che ci confortava”. Ma poi cos’è accaduto? Perché la situazione è tornata come e peggio di com’era?

“Il fatto è che si sono rifatti vivi  i capi, quelli di prima. Ma non basta. C’è anche una generazione di nuovi arrivi, tutti sotto i vent’anni. Si tratta di una decina di persone”. Sono arrivati ora? “Alcuni c’erano già, in veste di studenti. Ma poi i soldi dalle famiglie, specialmente dalla Libia, hanno smesso di arrivare, per via della crisi che attanaglia quel Paese. E adesso questi si sono messi a spacciare”.

Quali altre etnie sono coinvolte nello spaccio? “Oltre a libici e tunisini, ci sono alcuni albanesi e anche dei ragazzi di colore, che girellano dal mezzogiorno in poi”. Dove vivono? “In passato forzavano gli accessi degli appartamenti vuoti e vi si stabilivano. Una volta hanno anche occupato l’appartamento di un anziano all’ospedale il quale, poveretto, al rientro si è trovato in casa ospiti indesiderati. Poi i proprietari hanno messo grate metalliche e rinforzi. Alcuni spacciatori, come è risaputo, sono ospitati da una signora ben nota. Altri albergano nel parco, nelle strutture dismesse e forzate, ma anche sotto le mura perimetrali, dietro la Fortebraccio”, dice un borgarolo che conosce alla perfezione ogni angolo del Borgo d’Oro.

Poi la notizia bomba: “Adesso non sono più loro a muoversi, ma vengono direttamente raggiunti al parco dai clienti stessi. Così rischiano anche di meno”. Altri punti di scambio sono sempre gli stessi: via dei Pellari, i vicoletti delle strade a pettine che scandiscono corso Garibaldi.

“Via dei Barutoli – una scalinata ripidissima che ha nel nome il rischio della caduta – è diventata frequentatissima. È tutto un salire e scendere tra la Lungara e il Bulagaio. Poi risalgono al parco, dove tengono nascoste le dosi e così via per tutta la notte”. E le forze dell’ordine? “Credo che abbiano timore a percorrere quei luoghi bui e pieni di gentaccia. Vengono nelle ore diurne, ma riescono a vedere poco”.

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