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Laogai cinesi in Umbria, chiuso laboratorio tessile: minori e condizioni precarie

Sono stato posti i sigilli all'ennesimo laboratorio tessile cinese. A insospettire le forze dell'ordine un contratto stipulato tra un residente di Magione e un gruppo di cinesi

All’interno del laboratori i macchinari erano spenti, quando hanno fatto irruzione gli agenti della polizia municipale, coadiuvati dai carabinieri, ma all’interno di quel capannone, preso in affitto da un residente di Magione, abitavano una decina di cinese, tra cui alcuni minorenni in condizioni igienico sanitarie precarie.

I sigilli al laboratorio sono scattati immediati. Il sospetto è nato grazie al contratto stipulato dall’uomo e cinque cinesi che ha messo la pulce nell’orecchio della forze dell’ordine e permesso così il controllo. Gli agenti hanno dichiarato inagibili gli appartamenti utilizzati a scopo abitativo, mentre l’Asl ha posto i sigilli al laboratorio in cui venivano realizzati prodotti tessili.

A causa dei macchinari spenti sarà necessario effettuare ulteriori indagini per scoprire se vi sono responsabilità rispetto a violazioni sul lavoro e sfruttamento del lavoro in nero.

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