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Cronaca

Sette giorni di lavoro part time come promoter gli costano una denuncia e l'esclusione dal concorso

Lo studente aveva omesso di inserire quei giorni di lavoro nella domanda per il bando di collaborazione con l'Università: accusato di falso

Sette giorni di lavoro, con contratto part time a tempo determinato, gli sono costati l’esclusione da un concorso e un procedimento penale per falso.

Imputato uno studente, difeso dall’avvocato Giuseppe De Lio, per il reato previsto all’articolo 483 del codice penale, “perché attestava falsamente in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”.

In altre parole che avrebbe fatto lo studente? Nel presentare la domanda per un bando di concorso all’Università di Perugia, “per lo svolgimento di collaborazioni da parte degli studenti ad attività connesse ai servizi resi” dall’Ateneo, dichiarava “di non essere studente lavoratore, contrariamente al vero in quanto assunto con contratto di lavoro a tempo parziale verticale – tempo determinato dal 5 dicembre del 2014 al 12 dicembre del 2014”.

Sette giorni di lavoro, part time, come promoter, che avevano fruttato anche pochi soldi. Sette giorni che lo studente aveva proprio rimosso, considerandoli una perdita di tempo, ma che sono diventati un falso punito dalla legge.

Certo, dopo otto anni dai fatti contestati, in Tribunale è arrivato il momento di far suonare la campanella della prescrizione.

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