Seicentomila euro dallo Stato per il falso business dell'energia da fonti rinnovabili

La Procura contabile chiede la condanna di un imprenditore e la restituzione del denaro avuto in maniera illegittima

Prende soldi pubblici per costruire un impianto di energia da fonti rinnovabili, ma non era vero nulla, almeno secondo la Corte dei conti dell’Umbria.

La Procura contabile umbra ha citato in giudizio un imprenditore al quale sono “state contestate presunte irregolarità” per poter percepire “ingenti risorse pubbliche finalizzate alla realizzazione di un impianto di energia da fonti rinnovabili, di un impianto di compostaggio, di un impianto per il trattamento integrato dei reflui agro-zootecnici e agro-industriali”.

L’imprenditore non avrebbe potuto inserirsi nelle graduatorie dei fondi pubblici, ma attestando il falso con una serie di certificazioni fasulle avrebbe percepito contributi pubblici per 642.636,08 euro, con pari danno per le casse dello Stato.

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