Salva la casa dal fallimento con una finta vendita, ma finisce lo stesso nei guai

L'abitazione venduta ad un amico al quale avrebbe ridato subito i soldi, ma il curatore li cerca per metterli nel bilancio del fallimento

La casa dell’infanzia, dei ricordi, non poteva finire all’asta per coprire il fallimento dell’azienda. Così un perugino ha escogitato un trucco che gli ha permesso di non perdere la casa all’incanto, ma è finito ugualmente sotto processo per aver fatto sparire i soldi della vendita dal fallimento.

L’imputato, difeso dall’avvocato Angelo Frioni, era sottoposto a procedura fallimentare e per salvare l’abitazione, secondo quanto ricostruito dalla Procura perugina, avrebbe inscenato una finta vendita della casa.

Grazie ad un amico compiacente avrebbe messo all’incasso un assegno per 150mila, come corrispettivo della vendita dell’abitazione, salvo poi restituire il denaro all’amico. La registrazione della compravendita, inoltre, non sarebbe mai stata effettuata, così facendo la casa non sarebbe mai passata di proprietà realmente, ma per la legge non era più nei beni pignorabili dal curatore fallimentare.

Il trucco non è riuscito alla perfezione perché il curatore ha chiesto di incamerare i 150mila euro della finta vendita come beni da inserire nel fallimento. Per quella sottrazione l’uomo è stato mandato sotto processo.

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