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Perugia e l'Umbria senza più visitatori: le dieci idee dell'esperto per rilanciare il turismo

Ecco come rilanciare Perugia e tante località umbre, sul piano turistico e culturale. Sciorinando tanta inventiva, abbinata a graffiante ironia

Ecco come rilanciare Perugia e tante località umbre, sul piano turistico e culturale. Sciorinando tanta inventiva, abbinata a graffiante ironia.

Parola di Giuseppe Agozzino, infaticabile ex presidente dell’Azienda di Promozione Turistica. Un uomo che, a dispetto delle oltre ottanta primavere, non finisce di stupire per la freschezza delle idee che continua a sciorinare dalla sua mente vulcanica. Da cui uscirono, tra l’altro, eventi come Umbria Jazz e i Vinarelli, la Sagra musicale e il Teatro in piazza.

Ed eccolo proporre progetti vecchi e nuovi: non un semplice “come eravamo”, ma gli input per un rilancio in piena regola dell’attrattività, legata a iniziative ludico-sportive, culturali, sociali.

“Prima di tutto – esordisce – una Festa internazionale delle matricole, in grado di rinverdire la tradizione dei clerici vagantes (foto). Gruppi di giovani da Oxford e dalla Sorbona, da Tubingen e da Salamanca converrebbero a Perugia con grande risalto mediatico. L’operazione sarebbe funzionale al progetto di Perugia capitale europea della cultura. “Facemmo qualcosa di simile, con goliardi in costume e sfilate a cavallo per il corso (foto), tra una folla osannante di ammiratori italiani e stranieri. Perché non riproporlo al rettore Franco Moriconi, al suo staff e al Comune?”. 

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