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Regali di Natale 2013, ecco i consigli per mettere sotto l'albero non la solita....musica

Se sei un appassionato di musica, se la tua lei/lui lo è altrettanto, prova a spulciare tra qualche bancarella dei mercatini di Natale, o in alternativa, entra in un negozio di dischi. Ecco proposte d'autore....non per tutti ma per intenditori

Il periodo natalizio è alle porte; attese, disattese, buoni propositi anche. Ed un unico, angosciante, dubbio amletico: Cosa regalerò al mio lui/lei? Se sei un appassionato di musica, se la tua lei/lui lo è altrettanto, prova a spulciare tra qualche bancarella dei mercatini di Natale, o in alternativa, entra in un negozio di dischi, fai un bel respiro e cerca di pensare a qualcosa di raro e prezioso da poter regalare.

La discografia passata e presente offre una vastissima gamma di prodotti musicali e districarsi per scegliere l’articolo più interessante si sa, non è cosa da poco. Pur sapendo che the gustibus non disputandum est, ci sono perle (talvolta dimenticate) da accontentare anche l’orecchio più snob. 

Un album per stupire un cuore romantico è sicuramente Jolene di Dolly Parton, uscito nel 74 e che contiene, tra le altre, la meravigliosa I will always love you, resa celebre da Whitney Houston nel 93 con il film “Guardia del corpo”. 

Come non citare una tra le più raffinate cantautrici americane degli anni 60, Roberta Joan Anderson, aka Joni Mitchell, che di successi ne ha partoriti a iosa. Stupendo da mettere sotto l’albero l’album Blue del 1971 che contiene appunto, la famosa canzone che ne da il titolo.In questa convulsa girandola musicale, non può mancare la grande Joan Baez, cantautrice americana di successo, che nel 1965 diede alla luce LP Farewell Angelina. Scritto in parte dall’allora compagno Bob Dylan, questa chicca contiene le tracce Colours di Donovan e A ranger’s Command di Woody Guthrie.

E a proposito di Guithrie e per i folli appassionati di musica folk, da riascoltare sono le nostalgiche ballate appartenenti al ciclo “The Bonneville Ballads” tra cui la celebre This Land is your Land incisa nel 44 e nota per l’interpretazione che ne diede Jonny Cash.

Per gli estimatori musicali un po’ più esotici, utile potrebbe essere l’acquisto (ancora più prezioso se in formato vinile) di un album inciso nel 57 da colui che fece conoscere all’Europa il calypso; musica caraibica folk. Lui è Harry Belafonte. L’album in questione è Sings of the Caribbean. Chi non ha mai canticchiato sotto la doccia il motivetto di Matilda rispolverato da un celebre spot di borse in TV?

Qualche classico è d’obbligo, e Jerry Lee Lewis può comodamente piazzarsi nell’ambita vetta delle origini del rock. Questo incontrastato genio maledetto, pianista e cantante di fama mondiale, nel 1986 incide Class of 55 insieme a Jonny Cash, Roy Orbison e Carl Perkins. Quattro grandi nomi da ascoltare davanti ad un bel camino accesso, due bicchieri di buon vino rosso e il sottofondo della bellissima cover di Chuck Burry Brown Eyed Handsome Man.

Per chi apprezza e conosce Senza luce dei Dick Dick e L’ora dell’amore dei Camaleonti, ecco l’acquisto di un album che potrà lasciare senza parole: Proloco Harum dei Proloco Harum. Non tutti sanno infatti che A whiter shade of pale e In Homburg sono i brani originali riproposti da questi primi gruppi Beat italiani. Lavoro godibilissimo di una band che ha segnato l’inizio del progressive britannico. Per le anime più struggenti, un meraviglioso connubio di blues e Africa: Ali Farka Toure. Questo chitarrista del Mali, nel 94 ha consegnato alla storia della musica un formidabile lavoro acustico. Affiancato da Ry Cooder, Talking Timbuktù contiene la traccia Ai Du. Per chi ancora si concede il lusso di sognare.

Di tutt’altro genere ma senza dubbio adorato dai seguaci del mod è In the city dei Jam, 1977.C’è per caso qualcuno della generazione anni 90 che non ha mai visto il film “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”? Beh, fatelo. La colonna sonora merita qualche attenzione, fosse solo per il brano dei Jam che da il titolo all’album. E lo splendido  scorcio dei portici bolognesi.Se la vostra lei sogna di fare un viaggio nella romantica Parigi, ma non ve la sentite  di regalarle un atlante, ecco a voi un’ottima soluzione. La maggiore “chanteuse realiste” francese: Edith Piaf. 

The very Best of Edith Piaf comprende 23 successi interpretati tra la metà degli anni 30 fino a poco prima della sua morte avvenuta negli anni 60 e si apre con l’emozionante Le vie en Rose. Da non confondere con Le vie en Rose di Bobbi Solo. Potrebbe rimanerci male.Last but not least un disco del 1992: Wish dei Cure.A letter to Elise e Friday I’m in love possono sciogliere anche il cuore. Soprattutto se sta iniziando a nevicare.

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